Episodio 7.30

Come spiega in un saggio del 1977, Jerome Liss pensa che la partecipazione a un gruppo sia una politica applicabile a tutte le situazioni umane, famiglia, educazione, condizioni di lavoro e tempo libero, e come in vista di una rivoluzione sociale questo tipo di politica possa rappresentare una valida alternativa al marxismo, che a tal scopo si è dimostrato «fondamentalmente inadeguato». Per regolare la vita in comune, la metodologia della partecipazione a un gruppo – gruppi di 8-15, massimo 25 persone, dove ognuno può esprimere le proprie potenzialità e unicità, specifica Liss – è la forma più avanzata e matura, anche se la più difficile, poiché richiede «il modo di funzionamento più attivo e del più alto livello da parte di ogni partecipante (…) Le funzioni direttive sono condivise, la discussione è aperta a tutti (…) la presa di decisioni è effettuata dalla totalità del gruppo, la decisione accettata è portata avanti da ogni partecipante, e i report di feedback permettono una rivalutazione in modo che si possano generare nuovi piani d’azione». (Jerome Liss, “The Politics of Group Participation and the New Social Revolution. Part I”, Self & Society. An International Journal for Humanistic Psychology, vol. 5, n. 3 marzo 1977)

Ma questa trasformazione dell’attitudine autoritaria non significa “cambiare tutto e subito” come vorrebbero i rivoluzionari radicali, poiché l’attuale struttura di potere autoritaria che domina anche all’interno dei gruppi più rivoluzionari si adatta alle necessità più profonde degli individui di sicurezza e di azione efficace. «Solo quando “l’educazione delle persone” può trasformarsi tanto profondamente e ampliarsi fino al punto in cui ognuno può svolgere il ruolo del leader e partecipare pienamente in piccoli gruppi autoregolati per realizzare l’efficienza del gruppo, non ci sarà più bisogno della gerarchia autoritaria». (Ibid.)

Liss accenna a una forma di analisi storica e sociale relativamente nuova, sebbene abbia antecedenti quali Psicologia di massa del fascismo di Reich, quella di “scendere nei dettagli della situazione familiare”, tendenza che all’epoca era incarnata in una rivista appena nata. Secondo il suo editore, Lloyd De Mause, la storia si è concentrata sui grandi eventi, su fantastici castelli e magnifiche battaglie, «ma generalmente ha ignorato ciò che accade nelle case attorno ai cortili», mentre gli psicostorici si chiedono in che modo ogni generazione di genitori e figli crea quel che più tardi sarà messo in pratica nell’arena della vita pubblica. (Lloyd De Mause, “The Evolution of Childhood”, in History of Childhood Quarterly, The Journal of Psychohistory, vol. X, n. 4) Dopo aver fatto un esempio tratto dalla vita quotidiana di una madre alle prese con i suoi due figli che litigano per un gioco, Liss prova a rispondere ad alcune obiezioni, la prima delle quali è se la partecipazione a un gruppo non vada oltre le capacità dei singoli, aggiungendo che la maggior parte della gente non vuole assumersi questa responsabilità. La risposta è quantomai difficile: dal momento che «siamo stati tutti cresciuti in una forma autoritaria di società, in cui la pianificazione, la presa di decisioni, la valutazione e la discussione, e spesso l’esecuzione di decisioni importanti sono tutte lasciate “al leader” (padrone, presidente, giudice, padre eccetera) non abbiamo ancora sviluppato quelle capacità necessarie a sostituire questo sistema con gruppi autonomi in cui “ognuno partecipa”». (Jerome Liss, “The Politics of Group Participation and the New Social Revolution. Part I”, op. cit.)

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Sommario 7.30

  • Introduzione con Michael Hayden, ex direttore NSA e CIA (2014)
  • Telecamere a Genova
  • IOA – Spot 58 La maggioranza silenziosa
  • NdF – Il fantasma di Foucault resuscitato dall’Intelligenza Artificiale e da altri fantomatici antagonisti – TESTO
  • Datacenter in Lombardia
  • La pallina nera: micro-robot medico dentro il corpo
  • IOA – Spot 59 Lo scarafaggio
  • NdF – BELLA MIAO – Una mattina mi son svegliato e ho trovato il traduttor – TESTO (Con gli spot dei collari-traduttori-GPS “PettiChat” e “Mibuddy”)

Riferimenti 7.30

  • Baba Yaga, Moksha (Collage, 1974)
  • The Crooked Fiddle Band, The Rom Rebellion (Rise, 2008)
  • Orkestar Dejana Petrovica, Svadbeni Venac (Ruza vetrova, 2013)
  • Altavoz, Holothurias + Crepidula Fornicata (Le Bal des crépidules, 2019)
  • Zamurah, Broken Glass (Cybernetic Shamanism, 2016)
  • Lancelot Layne, Carnival Drum Song (DrumTalk Remix) (2012)
  • Franco Battiato, Il mondo va così (1967)
  • Circus Band, Entry of the Gladiators (The Rolling Stones Rock and Roll Circus, 1968)
  • Pete Namlook & Burhan Öçal, Bir Çalgiyim Gögsüne Yaslanmis – Part I, II, IV e VII (Sultan Osman, 1998)

Episodio 7.29

Nel tardo 1974 Jerome Liss pubblica nella rivista internazionale di psicologia umanistica un altro intervento riguardante il lavoro dei gruppi d’incontro, in cui sostiene come fino a quel momento ci si sia focalizzati sul fatto che questi gruppi aiutino la crescita emotiva attraverso scariche emozionali, auto-rivelazioni e rapporti da persona a persona, mentre esiste un altro ambito in cui influenzano la crescita personale: «purposefulness for constructive action» ovvero la decisione, l’essere determinati in vista di un’azione costruttiva. (Jerome Liss, “Learn Purposefulness in a Group”, Self & Society. An International Journal for Humanistic Psychology, Vol. 2, n. 10, ottobre 1974)

Qui Liss si poggia sui lavori di Charles “Chuck” Kelley. Americano classe 1922, durante la seconda guerra mondiale è obiettore di coscienza ma poi, sentendo un obbligo morale di fermare Hitler, si unisce all’aviazione USA come meteorologo, cosa che un decennio più tardi lo farà interessare agli esperimenti di Wilhelm Reich sulla forza vitale e gli agenti atmosferici. La sua miopia lo porta a studiare, tramite Margaret D. Corbett, il metodo Bates per il miglioramento della vista, e nel dopoguerra si laurea in psicologia all’Università delle Hawaii, studiando i fattori psicologici che influenzano il calo della vista. Negli anni Cinquanta lavora presso la Dunlap & Associates, una società di ingegneri sociali specializzati in fattori umani, compiendo ricerche nel campo dei rapporti uomo-macchina, che culmineranno con la pubblicazione nel 1968 di Manual and Automatic Control: A Theory of Manual Control and Its Application to Manual and to Automatic Systems. Ma al tempo stesso entra in contatto diretto con Reich nella sua tenuta ribattezzata Orgonon, a Rangeley nel Maine, esperienza che ispira nel 1957 la pubblicazione di The Creative Process. Dopo la tragica e misteriosa morte di Reich nell’ottobre ’57 mentre si trova nel penitenziario di Lewisburg, Pennsylvania, accusato di frode medica per le sue teorie sull’energia orgonica (va detto che l’accusa che lo porta alla reclusione è di oltraggio alla corte, mentre è assolto dall’altra imputazione) e i cui libri sono bruciati pubblicamente, deluso dall’apatia della gran parte dei seguaci di Reich, per continuare la sua opera Kelley fonda nel 1960 l’Interscience Research Institute, “un’organizzazione scientifica ed educativa dedicata allo studio del processo creativo in natura” con base a Stanford, Connecticut. In seguito Kelley si trasferisce per lavoro a Santa Monica in California, dove si mette ad organizzare workshop. Nel frattempo si distanzia dalle basi teoriche di Reich e nel 1969 fonda la sua personale forma di programma neo-reichiano, che nel 1974 battezza Radix, per l’educazione nella sfera dei sentimenti, nella determinazione a raggiungere gli obiettivi e nel miglioramento della vista, in cui unisce alle tecniche di Reich di liberazione emotiva i metodi di Bates del “vedere senza sforzo”: «mentre Bates fu il pioniere nella liberazione dei sensi, Reich fu il pioniere nella liberazione di sentimenti e sensazioni». (Erica Kelley, dal sito Radix)

L’interesse di Liss per Kelley deriva dalla frequentazione dei suoi workshop a Santa Monica tra fine ’60 e inizio ’70, intitolati Education in Feeling and Purpose, in cui sostiene la necessità di lavorare su piani diversi: esistono «opposte funzioni richieste per aumentare la capacità di provare sentimenti e di sviluppare la determinazione nel raggiungere un obiettivo: la capacità di provare sentimenti enfatizza il comportamento spontaneo, la determinazione verso un obiettivo il comportamento controllato e prolungato». (Jerome Liss, “Learn Purposefulness in a Group”, op. cit.) La prima il contatto con gli altri, la seconda il funzionamento in modo indipendente; la prima significa essere guidati dalle proprie emozioni, la seconda dalla propria razionalità; la prima è collegata alla capacità di tenerezza, la seconda alla capacità di robustezza. Secondo Kelley, molti comportamenti umani qualificati come purposive, intenzionali, sono in realtà frutto di una ricerca di obiettivi compulsiva, non scelta consapevolmente dall’individuo ma derivante dall’influenza di altri. Come ha scritto Kelley, a uno studente non bisogna dare una direzione, principi e valori già pronti, ma bisogna attendersi «che scopra da sé quali principi e valori includere nella sua vita, che li esamini criticamente e allorché si dimostrino difettosi che li sostituisca con altri scelti da sé». Questo atteggiamento è «fondamentale nella vita umana, e dovrebbe essere considerato indiscutibile in una società libera e razionale». (Charles R. Kelley, “Education in Feeling And Purpose”, Energy And Character: The Journal of Bioenergetic Research, gennaio 1971) Dunque in questo Gruppo di Confronto, che si ritrova un finesettimana ogni tre mesi, un gruppo d’incontro strutturato in cui l’individuo si trova ad avere la possibilità di confrontarsi con se stesso in modo audace e provocatorio, Kelley sostiene che il lavoro sulle emozioni debba essere separato da un lavoro sulla determinazione a ottenere un obiettivo, e mette in guardia dall’insegnare la ricerca di obiettivi senza il pieno rispetto dell’autonomia dell’individuo, come invece secondo lui fanno abitualmente religioni e movimenti sociali.

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Sommario 7.29

  • Introduzione con Chuck Kelley che intona St. James Infirmary Blues nel giorno del suo ottantesimo compleanno (2002)
  • Basta natura! – Tommaso Cinquemani presenta il suo libro La natura non basta (Codice, Torino 2026)
  • OGM / TEA – A che punto siamo? – TESTO con allegato Registro pubblico relativo alla localizzazione degli OGM 2001-2026
  • Ray Kurzweil, (IN)natural body & (VIRT)real reality
  • TEO Robot badante (Teo un robot per monitorare e stimolare gli anziani in RSA – TgR Piemonte 27/5/2026 + I robot assistenti in corsia e a fianco degli anziani – TgR Piemonte 1/6/2026)
  • IOA – Spot 56 Il governo del terrore
  • Control Room di Roma (Tg1 2026)
  • IOA – Spot 57 Massoman™
  • SAETTA il cane robot dei carabinieri (Saetta e Giuseppe Castaldi, capo Nucleo artificieri Carabinieri Bari: TeleBariWeb, 4/6/2026 + Repubblica Bari, 3/6/2026)

Riferimenti 7.29

  • Kaputter Hamster, Behind the Universe (Kaputter Hamster, 1974)
  • Eastern Wind Symphony Music (da Julius Fučík, 1897) Entrance of the Gladiators, Op. 68
  • Gianfranco Plenizio da Carlo Rusctichelli, Il Circo (Giuseppe Colizzi, La collina degli stivali, 1969)
  • Minamotrance, Cybernetic Angel (Minamotrance Core Petit, 2008)
  • Paul Kelday, Timelord (A Cage Went In Search Of A Bird – An International Compilation, 1985)
  • Carlo Faiello, Ballata degli sfantummati (…Tra il sole e la luna, 2010)
  • Rocky’s Filj, Io robot (Storie di uomini e non, 1973)
  • Jason Murphy, Robo-Dog (2015)
  • Bruno Lauzi, Johnny Bassotto (Johnny Bassotto, La tartaruga…ed altre storie, 1976)
  • Jill Tracy, Sell My Soul (BENEATH – The Bittersweet Constrain (Instrumental Mixes), 2011)
  • Don Chaffey, C.H.O.M.P.S. (1979)
  • Leo Nero, Volpe robot (Monitor, 1980)

Episodio 7.28

Altra figura chiave nella storia della facilitazione è stata lo psichiatra e psicoterapeuta Jerome Liss. Nato e cresciuto negli Stati Uniti, studia medicina all’Albert Einstein College of Medicine di New York e psichiatria ad Harvard, formandosi nella Psicoterapia di Comunità con Maxwell Jones e nei Gruppi d’Incontro con Bill Schutz. Già consulente del Programma Alimentare Mondiale dell’ONU e professore all’istituto di Psicologia clinica della Westdeutsche Akademie, Dusseldorf, in seguito si trasferisce in Italia, dove nel 1986 è tra i fondatori e direttori della Società Italiana di Biosistemica, terapia focalizzata sulla formazione delle relazioni di aiuto e la conduzione di gruppi di auto aiuto. A cavallo tra psicosociologia e neuroscienze, ha collaborato tra gli altri con Henri Laborit, Ronald David Laing e David Cooper, oltre ad aver ideato la Comunicazione ecologica, da cui la Facilitazione esperta ha tratto, assieme alla biosistemica, spunti concettuali e metodologici fondamentali.

Negli anni ’70 Liss ha analizzato dal punto di vista della psicologia i benefici del lavoro in gruppo, allorché siano condotti in modo che le energie possano fluire positivamente per ogni membro, come nel caso dei gruppi di Liberazione che si stavano formando – delle donne, degli omosessuali, di difesa dell’ambiente eccetera. «I gruppi stanno cambiando il volto di questo paese – e possono aiutare a cambiare il volto del mondo intero», e quando le persone non fanno parte di gruppi sono alienate. Questa constatazione derivava da un’esperienza diretta, giacché lo stesso Liss aveva il terrore dei gruppi, di parlare di fronte alle persone, finché decise di seguire il consiglio di un amico: «Quando il mostro ti sta inseguendo, ti puoi girare all’improvviso e tornare indietro verso il mostro».

Secondo l’interpretazione psicanalitica, l’imbarazzo nel parlare di fronte a un gruppo di persone è dovuto a una rabbia inespressa. «Tuttavia, ora vedo come l’ansia, che gli psicologi della Gestalt chiamano giustamente “agitazione”, per quanto possa essere inquietante, è provocata da un’emotività repressa. In altri termini, l’ansia-agitazione non è necessariamente collegata a una particolare qualità di sensazione – o quel che può essere definito “impulso non formulato”».

Per Liss il principale merito dell’esprimersi di fronte a un gruppo, cosa che può provocare un ventaglio di emozioni che vanno dalla vergogna e imbarazzo alla paura, rabbia fino alla soddisfazione e alla gioia, deriva dalla grande carica di energia che scaturisce quando una, o a maggior ragione più persone, stanno ad ascoltarti: «un importante fattore di cambiamento emotivo risiede nell’innalzamento o abbassamento della propria energia collegato all’intensità e qualità dell’attenzione che si riceve dagli altri». (Jerome Liss, “The Group Experience”, Self & Society. An International Journal for Humanistic Psychology, Vol. 1, n. 10, dicembre 1973) A quell’epoca Liss si sta dedicando a quell’ambito cosiddetto delle “nuove terapie”, infatti nel 1974 pubblica Free to Feel, Finding Your Way Through the New Therapies in cui approfondisce la psicologia della Gestalt, la Bioenergetica, il co-counselling, traendo ispirazione da autori quali Laing e Wilhelm Reich e dando importanza primaria alla gestione emotiva: «L’emozione è come un fiume: se è secco siamo nel deserto; se è sovrabbondante, anneghiamo. Il terapeuta cerca di meritarsi la fiducia del paziente: in questo modo egli diventa come gli argini di questo fiume, aiutandolo a trovare le sue risorse in un contesto di sicurezza». (Jerome Liss – Maurizio Stupiggia, Dalla sofferenza all’emozione. L’approccio biosistemico al trattamento psico-corporeo della sofferenza emotiva, 2018)

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Sommario 7.28

  • Introduzione
  • IOA – Spot 54 Disturbatore di segnale
  • Costantino Ragusa – Perché non sosteniamo le proposte di legge sulla Geoingegneria, Resistenze al nanomondo (7/6/2026)
  • IOA – Spot 55 Pillole gialle
  • Sul DDL “Cieli blu” (da video anonimo)
  • A proposito di “Agritech Revolution” del 9-10 aprile 2026
  • Dimostratore ARCA (Agritech Research Center Arena) – da TgCOM24, con Matteo Lorito, rettore Università di Napoli Federico II e Danilo Ercolino, direttore scientifico fondazione Agritech
  • Dimostratore ARCA 2 – Matteo Lorito, Danilo Ercolino, Maurizio Martina direttore generale aggiunto FAO, Maria Carmela Serluca assessore Agricoltura regione Campania
  • Pecoraro Scanio colpisce ancora
  • Matteo Lorito: Italia protagonista nel biocontrollo (Agorà Rai3 17/6/2026)

Riferimenti 7.28

  • Kaleidoskop, Those Stagge’s Nights + Remember Those Lines (Kaleidoskop, 1974)
  • Fred Buscaglione, Nel blu dipinto di blu (Fred Buscaglione E I Suoi Asternovas, 1958)
  • All Them Witches, Instrumental 2 (Welcome to the Caveman Future) + Call Me Star + El centro + Blood and Sand / Milk and Endless Waters (Dying Surfer Meets His Maker, 2015)
  • Gigi Venegoni, L’acrobata + Aliante (Ante Tilt, 2006)
  • A Verbal Equinox, Interlude (A Verbal Equinox, 2011)
  • Dunwich, Overture + Epilogo (Il chiarore sorge due volte, 1995)
  • Peter Frohmader, Macrocosm (Macrocosm, 1990)
  • Face Off, Cybernetic Individual (2017)
  • Peter Frohmader, Miniature n. 23 + Miniature n. 2 (Miniatures, 1989)
  • Peter Frohmader, Malleus maleficarum (Nekropolis – Through Time And Mystery-Ending, 1988)

Episodio 7.27

Puntata speciale Geneticamente Modificata

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Sommario 7.27

  • Introduzione con Jessica Polfjärd, relatrice del testo sulle NGT-TEA del Parlamento Europeo (17/6/2026)
  • La Nave dei Folli – OGM E OPPOSIZIONE AL TECNOMONDO – Dopo il naufragio, la calata negli abissi – TESTO
  • Svolta epocale per l’agricoltura, con Arianna Giuliodori, direttore Coldiretti Bruxelles (17/6/2026)
  • TEA, ricerca in campo, con Vittoria Brambilla, professoressa associata di botanica generale all’Università Statale di Milano (Tg3 Leonardo, 17/3/2025)
  • IOA – Spot 53 Diventa una macchina!
  • Tea la ricerca in campo, con Roberto Defez, ricercatore dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse CNR – Fondazione Bussolera Branca (Tg3 Leonardo, 18/5/2026)
  • La banana aumentata”, testo creato dal Teatro Contadino Libertario, tratto da Radio Contado #195, trasmissione in onda su Radio Wombat (14/6/2026)

Riferimenti 7.27

  • a034, Transgenik + Siamo organismi geneticamente modificati + Viral Attitude + Bioritmi malati + Cyberdevianze (Siamo Organismi Geneticamente Modificati, 2002)
  • Neoprimitivi, Artificiali + Natulrich (Orgia Mistero, 2025)

Intervista “fastidiosa”

In seguito a numerose richieste, e a giuste lamentele provocate dall’ascolto di un montaggio musicale “fastidioso” (Episodi 7.19 e 7.20) , pubblichiamo la registrazione integrale dell’intevista tenuta ad aprile 2026 con Teodoro Summa del Comitato cittadino antinucleare di Maruggio (TA). A partire dalla questione centrale del disseccamento degli ulivi salentini provocato, come sostiene la versione ufficiale, dal batterio “Xylella fastidiosa”, si getta uno sguardo d’insieme sulle trasformazioni subite dall’ambiente socio-ecologico del Salento, con la presentazione di IL SA-HARA-LENTO DELL’AMBIENTE SVENDUTO, opuscolo del 2025 a cura del Coordinamento interprovinciale a tutela dei territori. OPUSCOLO IN PDF

Prima Parte

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Seconda Parte

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TAVERNA PSICHEDELICA – VOLUME 6

Selezione di rock tedesco degli anni 1968-1976

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Riferimenti Taverna psichedelica – Vol. 5

  • Eugen Thomass, Undergroovin’ (Scarabea – Originalmusik Aus Dem Gleichnamigen Film, 1968)
  • Baal, No God / Astaroth (1972)
  • Tarsus, Man In The Black Spacesuit (Dark & Tarsus Unreleased Sessions, 1971-75)
  • Ton Steine Scherben, Der Traum ist aus (Keine Macht für Niemand, 1972)
  • KomKol, Solidarität (1973)
  • Erwin Halletz, Das Stundenhotel von St. Pauli (Colonna sonora di “Das Stundenhotel von St. Pauli”, 1969-70)
  • Hildegard Knef, Holiday Time (1971)
  • Breakfast, Mother Nature (It’s Time For Breakfast, 1976)
  • Kaputter Hamster, Eggwhite Session! (Kaputter Hamster, 1974)
  • Amon Düül, Paramechanical World (Paradieswärts Düül, 1971)
  • Irmin Schmidt, Kamasutra (1969)
  • The Inner Space & Margareta Juvan, I’m Hiding My Nightingale (Colonna sonora di “Kamasutra – Vollendung der liebe”, 1969)
  • Hotzenplotz, Dein Feind, Der Kapitalist… (Songs aus der Show, 1971)

Episodio 7.26

Dopo la lunga parentesi che ci ha portato in Germania a seguire gli sviluppi delle teorie cibernetiche dei fratelli Schnelle, ritorniamo negli Stati Uniti dove la facilitazione emerge nel campo dell’educazione, grazie all’opera di Malcolm Knowles e al concetto di andragogia. A differenza della pedagogia, dove a essere guidato, condotto (agogos) è il bambino, nell’andragogia il soggetto di riferimento è l’adulto; il termine fu coniato nel 1833 dall’editore ed educatore tedesco Alexander Kapp, e ripreso oltre un secolo dopo in Europa da alcuni autori tra cui Dusan Savicevic, un educatore jugoslavo che nel 1967 lo fece conoscere a Knowles il quale, nell’aprile 1968, scrisse un articolo per la rivista Adult Leadership, “Androgogy, Not Pedagogy” – il termine fu poi cambiato in andragogy in accordo con gli editori dei dizionari Merriam-Webster, che lo inserirono nel 1981. Negli anni seguenti Knowles, che frattanto giunse a concepire non un antagonismo tra i due metodi ma una sorta di continuità, ha spiegato le sue posizioni all’interno di due distinte versioni del libro The Modern Practice of Adult Education (del 1970 e del 1980) – traduzione italiana Quando l’adulto impara. Andragogia e sviluppo della persona – in cui dedica un paragrafo alla trasformazione “Da insegnante a facilitatore di apprendimento”.

La teoria andragogica sviluppata da Malcolm Knowles si basa su alcuni assunti, che dagli anni Settanta ai primi anni Novanta sono passati da quattro a sei, subendo anche alcune modifiche. Questi sono:

«1) Il bisogno di conoscere. Gli adulti sentono l’esigenza di sapere perché occorra apprendere qualcosa, prima di intraprenderne l’apprendimento. Allen Tough (1979) ha scoperto che quando gli adulti iniziano ad apprendere qualcosa per conto loro investono una considerevole energia nell’esaminare i vantaggi che trarranno dall’apprendimento e le conseguenze negative di un mancato apprendimento. Di conseguenza (…) il primo compito del facilitatore di apprendimento è di aiutare i discenti a prendere coscienza del “bisogno di conoscere”. (…) Paulo Freire (…) ha elaborato un complesso processo per quello che definisce il “risveglio di consapevolezza” dei contadini dei paesi in via di sviluppo nel suo libro La pedagogia degli oppressi (1970)»;

2) Il concetto di sé del discente. Man mano che una persona matura e diventa adulta, il concetto di sé passa da un senso di totale dipendenza ad un senso di crescente indipendenza ed autonomia. Eppure «nel momento in cui si trovano ad affrontare un’attività etichettata come “formazione” o “training” ritornano al condizionamento ricevuto nelle loro precedenti esperienze scolastiche». L’adulto deve sentire che il proprio concetto di sé viene rispettato dall’educatore e quindi deve essere collocato in una situazione di autonomia e non di dipendenza: i formatori degli adulti «devono creare delle esperienze di apprendimento in cui gli adulti sono aiutati nella transizione dalla dipendenza all’autonomia»;

3) Il ruolo dell’esperienza del discente. Avendo gli adulti un maggiore bagaglio di esperienze rispetto ai giovani, ne deriva «il grande accento posto sull’individualizzazione delle strategie d’insegnamento e di apprendimento», da cui la maggiore enfasi posta «sulle tecniche esperienziali – tecniche che si rivolgono all’esperienza dei discenti, come discussioni di gruppo, esercizi di simulazione, attività di problem-solving, metodo dei casi e metodi di laboratorio – rispetto alle tecniche trasmissive. Di qui, anche, la maggiore enfasi sulle attività di aiuto tra pari. Ma la maggiore esperienza può avere anche degli effetti potenzialmente negativi», nel senso di una maggiore rigidità negli abiti mentali, delle prevenzioni, delle presupposizioni e nella chiusura rispetto a idee nuove, modi di pensare alternativi e diverse modalità di approccio.

4) Disponibilità ad apprendere. Quanto viene insegnato deve migliorare le competenze e deve essere applicabile in modo efficace alla vita quotidiana. «Una fonte particolarmente ricca di “disponibilità ad apprendere” sono i compiti evolutivi associati al passaggio da uno stadio evolutivo al successivo».

5) Orientamento verso l’apprendimento. Non deve essere centrato sulle materie ma sulla vita reale. «Gli adulti sono motivati ad investire energia nella misura in cui ritengono che questo potrà aiutarli ad assolvere dei compiti o ad affrontare i problemi con cui si devono confrontare nelle situazioni della loro vita reale. Inoltre, essi apprendono nuove conoscenze, capacità di comprensione, abilità, valori e atteggiamenti molto più efficacemente quando sono presentati nel contesto della loro applicazione alle situazioni di vita reale».

6) Motivazione. Negli adulti sono più forti quelle interne rispetto alle pressioni esterne. Sempre Allen Tough ha scoperto «che tutti gli adulti normali sono motivati a continuare a crescere e a evolversi, ma che questa motivazione spesso viene inibita da barriere quali un concetto di sé negativo come studente, l’inaccessibilità di opportunità o risorse, la mancanza di tempo, e programmi che violano i principi dell’apprendimento degli adulti.» (M. Knowles, Quando l’adulto impara. Andragogia e sviluppo della persona, pp. 77-82)

Dunque l’insegnante, che viene considerato piuttosto come un facilitatore, guida, consulente, agente di cambiamento, deve favorire lo sviluppo di capacità di apprendimento autodiretto e di acquisizione di competenze. Il modello andragogico è un processo che si sviluppa in otto fasi circolari che possono essere riassunte in questo modo: assicurare un clima favorevole all’apprendimento, predisponendo un ambiente fisico adeguato e mettendo a disposizione del discente risorse e strumenti; creare un meccanismo per la progettazione comune, coinvolgendo il discente nell’organizzazione dell’intervento formativo; diagnosticare i bisogni di apprendimento; progettare un modello di esperienze di apprendimento; mettere in atto il programma e infine valutarlo. Insomma, ripensando all’applicazione dei metodi pedagogici nell’insegnamento degli adulti, inteso non più solamente come alfabetizzazione e scolarizzazione, ma che entra in gioco ogni qualvolta si debba apprendere qualcosa di nuovo, si tratti di concetti, pratiche o metodi di lavoro, da soli o in gruppo, la nascita dell’andragogia corrisponde cronologicamente all’introduzione dei principi della cibernetica in una società in profonda trasformazione. L’importanza di Knowles risiede tanto nell’aver messo in discussione la distribuzione dei ruoli di potere tra i vertici del triangolo committente-formatore-partecipante, favorendo il coinvolgimento dei soggetti dell’apprendimento in tutte le fasi del processo, a cominciare dalla stesura degli obiettivi, quanto nell’aver sottolineato come al ruolo dell’educatore-insegnante bisogna integrare se non sostituire quello del facilitatore.

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Sommario 7.26

  • Introduzione
  • Malcolm Knowles describes his concept “andragogy”, Nebraska Education Television Council for Higher Education (1972)
  • IOA – Spot 51 L’utente
  • La Nave dei Folli secondo Gemini di Google
  • IOA Spot 52 I padroni del pensiero
  • Palantir, l’anticristo e Peter Thiel – Durante lo scorso mese di marzo, a Roma si è tenuto un esclusivissimo incontro a cura di Peter Thiel, una delle anime nere della Silicon Valley. Qualche giorno prima, un mozzo della nave ne aveva parlato all’interno di una trasmissione musicale su Radio Bandito. Ecco a voi, dunque, un estratto da Sleep Dose #160 (11/03/2026), tra società segrete, armi tecnologicamente avanzate, sistemi di sorveglianza, intelligenza artifecale e… la venuta dell’Anticristo. (RIFERIMENTI – “I ‘mostri’ della Silicon Valley sono tutti figli di famiglie disfunzionali e del disagio adolescenziale”, estratto dell’articolo di Daniele Manca, Corriere della Sera; “Peter Thiel sogna una tecno-oligarchia che archivi per sempre la democrazia”, estratto dell’articolo di Massimo Gaggi e Milena Gabanelli, Corriere della Sera; “Peter Thiel fra Trump e l’Anticristo”, estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per La Stampa)
  • Tra “Anticristo” e neo-con, messa in latino a Roma (ma senza Thiel) (AskaNews, 16/3/2026)

Riferimenti 7.26

  • The Hamburg Scene, Routes + I’d Like To Be A Child Again + Ann Toomuch (8 Days In April, 1974)
  • Ursula’s Cartridges, Cybernetic Love Stories (Argentavis, 2015)
  • Plastikman, I Don’T Know-Kazuya Nagaya Remix (Replikants, 2011)
  • KTL, Estranged (KTL , 2006)
  • Cities Last Broadcast, Disembodied (The Umbra Report, 2021)
  • Ntogn, Eulogy (Sanguine Bond, 2023)
  • Carré – Ladich – Marchal, Le speen de Paris (Science & Violence, 1997)

Episodio 7.25

Secondo lo storico dei mass media Claus Pias, il modello di pianificazione cibernetico adottato dai fratelli Schnelle poteva essere applicato tanto alle «creature viventi come a macchine ed apparati, all’economia così come ai processi psichici, ai fenomeni sociologici così come a quelli estetici». (“Zeit der Kybernetik. Eine Einstimmung”, in Cybernetics – Kybernetik, The Macy Conferences 1946-1953, Diaphanes Verlag, Berlin-Zürich, 2004, p. 14) Partendo dagli arredamenti da ufficio, passando per la progettazione di ambienti di lavoro open space fino all’ultima loro azienda, i fratelli Schnelle hanno fatto penetrare la cibernetica in molti meandri della società. L’approccio Metaplan di consulenza per i vari tipi di organizzazioni, tutt’ora in auge, consiste nel lavorare «insieme ai clienti per capire e modellare la tanto complessa quanto entusiasmante interazione tra socialità e sistema», non con l’obiettivo di «cambiare in modo diretto il comportamento delle persone ma piuttosto quello di creare strutture in cui le persone si comportino diversamente» e si basa su tre principi.

«1) La teoria è pratica. Facciamo uso di solide basi di scienze dell’organizzazione, in particolare della teoria dei sistemi di Niklas Luhmann. Non applichiamo la teoria in maniera dogmatica. Sviluppiamo invece approcci pragmatici che si dimostrano utili nel trovare soluzioni nei casi concreti. 2) La pratica e la teoria si rinforzano vicendevolmente. Scegliamo di lavorare nell’interfaccia tra dialogo scientifico e manageriale. 3) Il cambiamento nasce dalle intera zioni. Sin dalla nostra creazione nel 1972, ci siamo focalizzati sulla leadership e sul dialogo consulenziale. (…) La creazione di interazioni – dalle conversazioni iniziali sino alle serie estensive di workshop o alle conferenze manageriali – costituisce il nostro strumento quotidiano di lavoro, che rimettiamo quotidianamente in questione e sviluppiamo costantemente. Le tecniche di facilitazione Metaplan vanno ben oltre l’utilizzo virtuoso della tecnica Metaplan di moderazione delle interazioni, e offre ai dialoghi una struttura che li rende produttivi.» (“L’approccio Metaplan – Perché lavorare con Metaplan?” – https://www.metaplan.com/it/about-us/metaplan-approach/)

Negli anni Metaplan ha conquistato molte altre nazioni, dove sono spuntate collaborazioni con ditte locali che ne hanno importato il metodo. Nel nostro caso si tratta di Poliste, fondata a Cagliari dove ha tuttora la sede, per costruire «impatto sostenibile. Dal 2003 cambiamo il mondo intorno a noi con la forza inclusiva dei processi partecipativi». Dal 2006 è l’unico partner ufficiale italiano del gruppo Metaplan®, con cui negli anni ha realizzato «processi di consulenza organizzativa e manageriale, processi partecipativi inclusivi di analisi e intervento su un problema, redazione collettiva di piani, progetti, output di vario genere, ricerche, indagini di mercato, sondaggi, formazione-intervento, convegni e workshop di taglio interattivo».

L’azienda è formata da una nutrita pattuglia di facilitatori, consulenti, formatori edesperti, che opera con pubbliche amministrazioni, imprese e “attori locali” fornendo loro «processi,prodotti eservizi che non solo rispondano alle esigenze economiche ma siano anchesostenibili esocialmente responsabili» (“Chi siamo”, dal sito internet di Poliste). Le branche, o “business unit”, su cui lavora sono Sviluppo Sostenibile, Progettazione Europea, Business Innovation,Public Management,Lifescience e Agrifood, adottando «un modello di business rigenerativo capace di trasformare concretamente organizzazioni e territori». Oltre alla tecnica Metaplan per la gestione «dei processi di comunicazione nei gruppi di lavoro, basata sull’alternanza di momenti strutturati di lavoro individuale, di gruppo e in plenaria» con l’obiettivo di «evidenziare i punti di vista di un gruppo di individui su un determinato tema, per arrivare ad un’analisi che consideri le affermazioni di tutti e mantenga la ricchezza delle proposte individuali, portando il gruppo verso un risultato operativo», Poliste adopera tutta una serie di metodologie di facilitazione e organizzazione quali:

«Goal Oriented Project Planning (GOPP), metodologia di progettazione partecipata che facilita la pianificazione di progetti secondo l’approccio del PCM – Project Cycle Management, diffuso dalla Commissione Europea come standard di qualità nelle fasi di programmazione, gestione e valutazione di interventi complessi. European Awareness Scenario Workshop (EASW, marchio registrato dalla Commissione Europea – Programma Innovazione), per la creazione di scenari ambientali, sociali ed economici tra vari portatori di interesse a livello locale. L’obiettivo del workshop è sviluppare una visione condivisa sul futuro sviluppo sostenibile della propria comunità e proporre idee su come realizzarla. Open Space Technology (OST) o metodologia dello Spazio Aperto di Discussione, tecnica di gestione di workshop nata da un’intuizione di Harrison Owen, esperto americano di scienze dell’organizzazione. Delphi Analysis, metodologia di lavoro a distanza che consente di raccogliere le opinioni di esperti in relazione ad un tema, spesso all’interno di una ricerca scientifica o sociale, e ai suoi trend di sviluppo. Nominal Group Technique (NGT), tecnica strutturata di facilitazione basata sull’alternanza di momenti di lavoro individuale e in gruppo, che persegue il raggiungimento del consenso tra i partecipanti attraverso la classificazione organizzata di idee e contributi. Business Process Reengineering (BPR), metodologia di intervento mirata all’individuazione delle criticità dei processi aziendali e degli ambiti di miglioramento possibile. Opera sugli aspetti di tipo organizzativo, mantenendo però un occhio attento al punto di vista del cliente. Business Model Canvas (BMC), strumento strategico che consente di creare nuovi modelli di business o di rafforzare i modelli già esistenti.»(Dall’opuscolo “Costruiamo impatto sostenibile. Dal 2003 cambiamo il mondo intorno a noi con la forza inclusiva dei processi partecipativi”, 2023)

Per concludere questo panorama, desolante, ci basti dare un’occhiata al progetto di Poliste che investe l’ambito Lifescience, all’insegna del We Make Science Open… «Dal 2010 ci dedichiamo con passione a trasformare il panorama dell’industria farmaceutica italiana ed europea, offrendo consulenze specialistiche per la progettazione e conduzione di Advisory Board, Expert Meeting, Analisi Delphi, Workshop NGT, Workshop di Patient Engagement, Workshop di Brand Planning e di Strategia e Marketing. La nostra missione è chiara: rendere la scienza accessibile e collaborativa, facilitando la costruzione condivisa di nuovo sapere esperto.» La loro filosofia propagandata è credere nel potere della collaborazione, la loro forza ostentata credere nella capacità di creare reti di conoscenza, moderando discussioni con rigore metodologico senza compromettere l’aspetto relazionale, integrando al metodo Metaplan una «ampia esperienza terapeutica, competenza di dominio, che ci permette di offrire soluzioni innovative e coerenti con gli obiettivi di progetto, gestione gruppi eterogenei, coordinando da 3 a oltre 300 partecipanti», offrendo inoltre un approccio fortemente interattivo, sia con incontri in presenza sia con sessioni remote o ibride. «La nostra offerta di valore ha rivoluzionato il metodo di produzione del sapere esperto nelle life sciences, conquistando la fiducia di molti dei più importanti player del settore farmaceutico a livello globale. Attraverso il nostro approccio innovativo, rendiamo la scienza più aperta, accessibile e collaborativa, promuovendo un futuro dove la conoscenza è costruita insieme, con rigore e trasparenza.» (Ibid.)

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Sommario 7.25

  • Introduzione con allevatore valdostano e Larry Ellison di Oracle
  • La Nave dei Folli secondo CHATGPT
  • IOA – Spot 49 Gli oggetti che compriamo
  • Hantavirus parte quarta – Ilaria Capua risponde alle domande sulla pericolosità dell’Hantavirus (La7, “Omnibus” 12/5/2026)
  • Drone militare Black Hornet
  • IOA Spot 50 L’arma da fuoco
  • Cina, a bordo del taxi a guida autonoma
  • Cina, droni-mosca
  • Torino, a bordo dell’autobus a guida autonoma
  • IOA Nostalgia
  • Aviaria e Norovirus (con Matteo Bassetti & Bordeaux, EuroNews e AskaNews 13/5/2026)

Riferimenti 7.25

  • Ten To Zen, Innerst (1972-1976)
  • Chronos, Schaudernacht (1972-1976)
  • Casco, Cybernetic Love (1983)
  • MGZ, Hai paura? (bum bum version) (Cambio vita, 1995)
  • Zhony Style, Hantavirus (2026)
  • Jubei and Consequences, Black Hornet (Platinum Breakz 4, 2014)
  • Kokusyoku Sumire, A Clockwork Rabbit (Alice In The Underground, 2010)
  • David Cronenberg, The Fly (La mosca) (1986)
  • Howard Shore, The Fly (La mosca) (1986)
  • Kokusyoku Sumire, Cosmosong (Cosmopolitan, 2014)
  • Heratius, Gwend Electrochoc (Gwendolyne, 1978)
  • Amanda Jayne, Circo Volante (Swoon, 2007)
  • Enzo, Hantavirus (2026)

Episodio 7.24

L’affermazione definitiva di Metaplan avviene a partire dall’invenzione nel 1980 dei cosiddetti “circoli di officina” nell’ambito del progetto “qualità” della Volkswagen, estesi poi in molte altre aziende tra cui Bosch Siemens, Daimler Benz, SWF… Con l’obiettivo di superare l’eccessiva specializzazione, non più adeguata alle complesse strutture produttive, il dipendente deve acquisire una visione d’insieme del processo produttivo. «I circoli vengono preparati attraverso incontri con la direzione e i comitati aziendali. Sono condotti dai capi reparto in loco con partecipanti provenienti da diversi settori. Ogni circolo è dedicato a un tema specifico e segue un programma prestabilito. Dopo cinque incontri, i circoli si sciolgono.» (dal sito Metaplan) Presso la VW, nel 1983 i circoli vengono premiati con il premio di qualità dell’azienda, anche se il mondo dell’impresa rimane ancora scarsamente ricettivo a questi stimoli di perfezionamento cibernetico, come ricorda qualche anno dopo Eberhard Schnelle: «Nella pratica, al di là dell’organigramma, si instaura un’interconnessione involontaria tra tutti i livelli funzionali e gerarchici. Ne sono indice la moltitudine di riunioni, incontri e conferenze, i cui partecipanti provengono dai più svariati settori funzionali.» Tuttavia, «anziché riconoscere questi fatti e sviluppare forme organizzative fluide, il management fa ricorso con ancora maggiore forza ai vecchi principi organizzativi». (Eberhard Schnelle; G.F. Alberti, “Werkstatt des Wandels”, Sonderdruck aus GDI-Impuls 4/1985)

Nel 1984 Wolfgang Schnelle introduce l’idea dei circoli nella formazione continua dei medici. «In piccoli workshop i medici discutono delle loro terapie, in un secondo incontro si scambiano le loro esperienze con i nuovi farmaci ed elaborano raccomandazioni orientate alla pratica clinica. Le aziende farmaceutiche che finanziano questi circoli terapeutici acquisiscono una conoscenza approfondita dei loro clienti e fanno in modo che i medici si scambino opinioni sui loro prodotti e raccolgano esperienze con essi.» (dal sito Metaplan) Lo stesso anno la rivista Management Wissen pubblica in copertina un articolo approfondito su Metaplan e sui fratelli Schnelle. «Nell’edificio dei seminari di Quickborn, le cui sale alte sono divise quasi per tutta la lunghezza da una galleria che può essere utilizzata anche a fini scenografici, Eberhard opera nella parte est, Wolfgang Schnelle in quella ovest. Lì ognuno realizza le proprie idee; da Eberhard, ad esempio, l’atmosfera è più vivace.» (Peter Derschka, Dietmar Gottschall, “Metaplan – Das Geheimnis der Wolke”, Management Wissen 12/1984) Altro importante apprezzamento giunge nel 1988 quando la rivista Capital nomina il centro congressi di Metaplan a Quickborn una delle «migliori sedi congressuali d’Europa».

Un’altra innovazione per certi versi geniale è quella del cosiddetto “teatro aziendale”, che si sviluppa in Germania parallelamente al thèâtre d’entreprise, inventato a Montréal da Christian Poissonneau, che decise di applicare la metodologia scenica alla formazione aziendale. Nel 1984 Poissonneau, «convinto che ogni azienda avesse un suo vissuto fatto non solo di cose da comunicare e condividere, ma anche di conflitti e problemi di organizzazione, iniziò con interventi di recitazione basati sulle storie aziendali ognuna ambientata nel proprio contesto organizzativo. Non erano semplici rappresentazioni di intrattenimento e animazione, ma un valido mezzo di comunicazione, riflessione e formazione.» (“Teatro d’impresa”, Wikipedia) Eppure questa pratica di organizzazione aziendale ha come antesignani, non riconosciuti nelle pagine di Wikipedia, i fratelli Schnelle. Sempre nel 1984 il secondo Forum dei dirigenti della Stinnes, sotto la guida di Eberhard Schnelle, si trasforma in una “opera d’arte totale”, in cui le discussioni di gruppo si alternano a tavole rotonde, le simulazioni di situazioni a dibattiti tecnici; sono inoltre previsti intermezzi di balletto e viene eseguita musica composta appositamente. Ai partecipanti vengono distribuiti fischietti per poter esprimere, se necessario, il proprio malcontento. Lo spettacolo diventa parte integrante del processo di armonizzazione delle varie anime e corpi dell’impresa, e ne sono protagonisti i superiori così come gli inferiori e i quadri medi. Il successo si basa sul fatto che il forum stesso è il culmine di un intenso dibattito sulla strategia aziendale, moderato da Metaplan e in corso dal settembre 1983. La buona riuscita delle rappresentazioni teatrali aziendali porterà gli Schnelle a replicare l’esperimento presso altri colossi dell’industria tedesca quali Daimler Benz, Philips e Thyssen.

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Sommario 7.24

  • Introduzione con Re Carlo su Digital ID e Donald Trump sul 6G
  • IOA – Spot 48 – Dislexa
  • Cosa ho capito traducendo il manifesto dei CEO di Palantir in una lingua comprensibile anche a chi non è un sociopatico (di Dario De Leonardis, ValigiaBlu 30/4/2026) – Seconda e ultima parte (TESTO)
  • LNdF – Cosa non hanno capito (o forse si ostinano a non voler capire) leggendo il manifesto di Palantir (con intermezzi tratto dal sito librotilovvo.com di Luca Cappellini: “Marx e Bakunin tornano dal futuro per abbattere i nuovi reazionari e i social del capitale” e “Hackerare Dio e Stato: se Marx, Bakunin e Kropotkin sconnettessero l’IA” – TESTO

Riferimenti 7.24

  • Spirulina, The Message (Cologne Curiosities · The Unknown Krautrock Underground, 1972-1976)
  • Aksak Maboul, Cinema [Knokke]: (a) Ce quon peut voir avec un bon microscope + (b) Alluvions (Un Peu De L’Âme Des Bandits, 1980)
  • Igor Wakhévitch, Materia Prima + Licornes + Sang Pourpre (Docteur Faust, 1971)
  • Igor Wakhévitch, Homo-Sapiens Ignorabimus (Logos – Rituel Sonore, 1970)
  • Igor Wakhévitch, Grand Sabbat luciferien (Regime des arches) + Rituel de Guerre des esprits de la Terre (Hathor, 1973)
  • S_GOAT, The Internationale Remix (2023)
  • Bonjour Baguette, L’Internationale (Techno Musette Remix) (2025)
  • Igor Wakhévitch, Beginning of Peter’s Journey (Nagual – Les Ailes de la Perception, 1977)
  • Voodoos & Taboos, Estetica Cibernetica (feat. Lourene) (Estetica Cibernetica, 2024)
  • Igor Wakhévitch, Hunahpuguch (Nagual – Les Ailes de la Perception, 1977)

Episodio 7.23

Nel 1972 all’interno del Quickborner Team sorgono controversie che acuiscono tensioni pregresse, e i fratelli Schnelle, destituiti dalla carica di amministratori delegati, lasciano l’azienda – che continuerà a operare nel mercato della progettazione di uffici e dell’edilizia – e fondano una nuova società, Metaplan Gesellschaft für Planung und Organisation mbH (Metaplan Pianificazione e Organizzazione S.r.l.) «Al centro dell’attività vi sono: la formazione di decisori, pianificatori e moderatori per la ricerca cooperativa di obiettivi e la risoluzione dei problemi; l’introduzione di un’organizzazione della pianificazione orientata ai problemi; la creazione di mercati dell’informazione e la moderazione di convegni per aumentare la densità di interazione durante gli incontri di grandi gruppi.» (Kurze Beschreibung der Metaplan GmbH und des Werdegangs ihrer Gründer, 1973) I lavori coordinati dalla nuova società vertono sul procedimento della «meta-indagine come metodo per raccogliere opinioni in modo razionale. Grazie all’insieme di colloqui, workshop e conferenze è possibile rimettere in moto progetti in fase di stallo e coordinare un gran numero di opinioni individuali», e come primo progetto realizzano l’“Indagine sulla situazione dei giovani lavoratori” per conto dell’Istituto federale per la formazione professionale. Inoltre, presso l’azienda chimica Höchst e quella automobilistica BMW, sviluppano i progetti “Lernstatt” (ovvero “officina dell’apprendimento”): ciò che inizialmente era stato concepito per l’integrazione dei lavoratori stranieri, si evolve in uno strumento di scambio interno di esperienze per l’intera forza lavoro, in cui si discute di miglioramenti e sicurezza sul lavoro.

Nel 1973 la nuova azienda commercializza un modello di progettazione dei processi, il cosiddetto Metaplaning, ed Eberhard redige un testo programmatico in cui invoca uno sviluppo organizzativo al di là dei «progetti di sistema senza le persone», ma anche senza «condizionamenti psicologici». «Si tratta dei tentativi di adattare i metodi tradizionali di comunicazione, caratterizzati da modelli comportamentali gerarchici, alle esigenze della pianificazione.» La gerarchia non è quindi di per sé negativa, ma costituisce un «fattore di distorsione dell’informazione» e crea «barriere informative». Poiché regola anche il potere e i privilegi, può ostacolare i cambiamenti. Dunque la soluzione per una migliore efficienza è favorire la gerarchia nella pianificazione operativa, mentre nel processo decisionale è preferibile una forma di cooperazione non gerarchica. Contemporaneamente sono pubblicate le prime descrizioni degli strumenti Metaplan e del loro utilizzo per la comunicazione di gruppo, le regole, i principi e gli esercizi da applicare nelle situazioni di dialogo. (Eberhard Schnelle: “Metaplanung, Zielsuche… Lernprozess der Beteiligten”, Metaplan-Reihe Heft 1, Quickborn 1976)

Nel 1973 la nuova azienda commercializza un modello di progettazione dei processi, il cosiddetto Metaplaning, ed Eberhard redige un testo programmatico in cui invoca uno sviluppo organizzativo al di là dei «progetti di sistema senza le persone», ma anche senza «condizionamenti psicologici». «Si tratta dei tentativi di adattare i metodi tradizionali di comunicazione, caratterizzati da modelli comportamentali gerarchici, alle esigenze della pianificazione.» La gerarchia non è quindi di per sé negativa, ma costituisce un «fattore di distorsione dell’informazione» e crea «barriere informative». Poiché regola anche il potere e i privilegi, può ostacolare i cambiamenti. Dunque la soluzione per una migliore efficienza è favorire la gerarchia nella pianificazione operativa, mentre nel processo decisionale è preferibile una forma di cooperazione non gerarchica. Contemporaneamente sono pubblicate le prime descrizioni degli strumenti Metaplan e del loro utilizzo per la comunicazione di gruppo, le regole, i principi e gli esercizi da applicare nelle situazioni di dialogo. (Eberhard Schnelle: “Metaplanung, Zielsuche… Lernprozess der Beteiligten”, Metaplan-Reihe Heft 1, Quickborn 1976)

Nel 1975 Wolfgang Schnelle collabora alla stesura del programma di ricerca “Umanizzazione del lavoro” su incarico del Ministero federale dell’Istruzione e della Ricerca e del Ministero federale del Lavoro, in cui datori di lavoro, sindacati e scienziati discutono insieme, sulla base di progetti concreti, questioni relative all’organizzazione del lavoro e alla progettazione di sistemi socio-tecnici. Inoltre Metaplan conclude la Meta-Enquête, condotta su incarico del governo federale, sull’organizzazione della tutela dei consumatori nella Repubblica Federale. Il crescente interesse per il metodo della moderazione porta alla creazione della prima guida sistematica all’utilizzo del metodo, che sostituisce la raccolta informale di regole del gioco ed esercizi per l’applicazione in situazioni di moderazione, precedentemente apparsa nel numero 2 della serie Metaplan.

L’esito principale dello sviluppo del metodo di consulenza porta Wolfgang Schnelle a lavorare presso la direzione del gruppo Krupp: per il consiglio d’amministrazione della società viene realizzato per la prima volta l’intero pacchetto del metodo Metaplan. In un edificio appositamente costruito a Essen si svolgono eventi per grandi gruppi, riunioni di progetto e lavori di approfondimento sui contenuti. Dopo aver lavorato per la televisione WDR e la Audi, nel 1977 membri di Metaplan presentano le loro esperienze nella consulenza alle amministrazioni in occasione di un simposio con rappresentanti delle amministrazioni comunali e regionali, dove utilizzano per la prima volta il concetto di «auto-organizzazione». (Reiner Iblher, Wolfgang Schnelle, Organisationsentwicklung in der öffentlichen Verwaltung, Quickborn 1978) Ma la loro conclusione è deludente: «la tensione tra diritto del pubblico impiego, regolamento di bilancio, tabella organica, mentalità burocratica e le mutevoli direttive politiche blocca lo sviluppo organizzativo nelle amministrazioni in una stretta gabbia.» (dal sito Metaplan) Nel 1978 infine sono pubblicate regole, tecniche e casi di applicazione del Metodo Metaplan nella collana della Fondazione “Società e Impresa”, e uno dei collaboratori, Gisbert Lechner, conia il termine “Sozialkreativität”, creatività sociale: «La creatività sociale è più urgentemente necessaria laddove si presentano problemi di elevata complessità, dove un singolo individuo non è sufficiente a cogliere la molteplicità e a distillarne nuove soluzioni, laddove strutture consolidate di convivenza ostacolano soluzioni innovative e la loro attuazione nella realtà.» (Jakob Schmitz, “Sozialkreativität – Denken im Dialog”, in Eberhard Schnelle, Neue Wege der Kommunikation. Spielregeln, Arbeitstechniken und Anwendungsfälle der Metaplan-Methode, Veröff. GU Heft 10, Königstein 1978) Dal 1979 il logo Metaplan diventa marchio registrato.

https://lanavedeifolli.noblogs.org/files/2026/05/LaNaveDeiFolli_07_23.mp3

Sommario 7.23

  • Introduzione con Melania Trump e il robot Figure 3 al Fostering the Future Together Global Coalition Summit, Casa Bianca 25/3/2026
  • IOA – Spot 45
  • Hantavirus – Bestiario mediatico (con Matteo Bassetti / Roberto Burioni a Nove “Che tempo che fa” 10/5/2026 / Augusto Minzolini a La7 “Tagadà” 12/5/2026)
  • IOA – Spot 46 – Thanatos TM in fiale
  • Cosa ho capito traducendo il manifesto dei CEO di Palantir in una lingua comprensibile anche a chi non è un sociopatico (di Dario De Leonardis, ValigiaBlu 30/4/2026) – Prima parte
  • Alexander C. Karp – Se anche soltanto pensate di fare del male a un cittadino americano… vi succederà qualcosa di molto brutto
  • Hantavirus parte seconda – Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia (13/5/2026)
  • IOA – Spot 47 – L’attore ti parla
  • Hantavirus parte terza – Turista inglese sano prelevato e messo in ospedale (Border Night News, 14/5/2026)

Riferimenti 7.23

  • Faithful Breath, Autumn Fantasia – 1st Movement (Fading Beauty, 1974)
  • MGZ, Hai paura? (bum bum version) (Cambio vita, 1995)
  • Lanzaware, Hantavirus Reggaetone Version (2026)
  • JC El Triunfador, Hantavirus (2026)
  • Lard Free, Violez L’Espace De Son Refrigerant + In A Desert – Alambic + Does East Bakestan Belong To Itself (I’m Around About Midnight, 1975)
  • Camizole & Lard Free, Live in Montagnac Part 1 (30/7/1978)
  • Mister Cumbia, La cumbia del hantavirus (2026)
  • NadaNita, Hantavirus. The Next Global Project (2026)
  • Codrin Music, Hantavirus (Hitul Pandemiei) (2026)