Episodio 7.23

Nel 1972 all’interno del Quickborner Team sorgono controversie che acuiscono tensioni pregresse, e i fratelli Schnelle, destituiti dalla carica di amministratori delegati, lasciano l’azienda – che continuerà a operare nel mercato della progettazione di uffici e dell’edilizia – e fondano una nuova società, Metaplan Gesellschaft für Planung und Organisation mbH (Metaplan Pianificazione e Organizzazione S.r.l.) «Al centro dell’attività vi sono: la formazione di decisori, pianificatori e moderatori per la ricerca cooperativa di obiettivi e la risoluzione dei problemi; l’introduzione di un’organizzazione della pianificazione orientata ai problemi; la creazione di mercati dell’informazione e la moderazione di convegni per aumentare la densità di interazione durante gli incontri di grandi gruppi.» (Kurze Beschreibung der Metaplan GmbH und des Werdegangs ihrer Gründer, 1973) I lavori coordinati dalla nuova società vertono sul procedimento della «meta-indagine come metodo per raccogliere opinioni in modo razionale. Grazie all’insieme di colloqui, workshop e conferenze è possibile rimettere in moto progetti in fase di stallo e coordinare un gran numero di opinioni individuali», e come primo progetto realizzano l’“Indagine sulla situazione dei giovani lavoratori” per conto dell’Istituto federale per la formazione professionale. Inoltre, presso l’azienda chimica Höchst e quella automobilistica BMW, sviluppano i progetti “Lernstatt” (ovvero “officina dell’apprendimento”): ciò che inizialmente era stato concepito per l’integrazione dei lavoratori stranieri, si evolve in uno strumento di scambio interno di esperienze per l’intera forza lavoro, in cui si discute di miglioramenti e sicurezza sul lavoro.

Nel 1973 la nuova azienda commercializza un modello di progettazione dei processi, il cosiddetto Metaplaning, ed Eberhard redige un testo programmatico in cui invoca uno sviluppo organizzativo al di là dei «progetti di sistema senza le persone», ma anche senza «condizionamenti psicologici». «Si tratta dei tentativi di adattare i metodi tradizionali di comunicazione, caratterizzati da modelli comportamentali gerarchici, alle esigenze della pianificazione.» La gerarchia non è quindi di per sé negativa, ma costituisce un «fattore di distorsione dell’informazione» e crea «barriere informative». Poiché regola anche il potere e i privilegi, può ostacolare i cambiamenti. Dunque la soluzione per una migliore efficienza è favorire la gerarchia nella pianificazione operativa, mentre nel processo decisionale è preferibile una forma di cooperazione non gerarchica. Contemporaneamente sono pubblicate le prime descrizioni degli strumenti Metaplan e del loro utilizzo per la comunicazione di gruppo, le regole, i principi e gli esercizi da applicare nelle situazioni di dialogo. (Eberhard Schnelle: “Metaplanung, Zielsuche… Lernprozess der Beteiligten”, Metaplan-Reihe Heft 1, Quickborn 1976)

Nel 1973 la nuova azienda commercializza un modello di progettazione dei processi, il cosiddetto Metaplaning, ed Eberhard redige un testo programmatico in cui invoca uno sviluppo organizzativo al di là dei «progetti di sistema senza le persone», ma anche senza «condizionamenti psicologici». «Si tratta dei tentativi di adattare i metodi tradizionali di comunicazione, caratterizzati da modelli comportamentali gerarchici, alle esigenze della pianificazione.» La gerarchia non è quindi di per sé negativa, ma costituisce un «fattore di distorsione dell’informazione» e crea «barriere informative». Poiché regola anche il potere e i privilegi, può ostacolare i cambiamenti. Dunque la soluzione per una migliore efficienza è favorire la gerarchia nella pianificazione operativa, mentre nel processo decisionale è preferibile una forma di cooperazione non gerarchica. Contemporaneamente sono pubblicate le prime descrizioni degli strumenti Metaplan e del loro utilizzo per la comunicazione di gruppo, le regole, i principi e gli esercizi da applicare nelle situazioni di dialogo. (Eberhard Schnelle: “Metaplanung, Zielsuche… Lernprozess der Beteiligten”, Metaplan-Reihe Heft 1, Quickborn 1976)

Nel 1975 Wolfgang Schnelle collabora alla stesura del programma di ricerca “Umanizzazione del lavoro” su incarico del Ministero federale dell’Istruzione e della Ricerca e del Ministero federale del Lavoro, in cui datori di lavoro, sindacati e scienziati discutono insieme, sulla base di progetti concreti, questioni relative all’organizzazione del lavoro e alla progettazione di sistemi socio-tecnici. Inoltre Metaplan conclude la Meta-Enquête, condotta su incarico del governo federale, sull’organizzazione della tutela dei consumatori nella Repubblica Federale. Il crescente interesse per il metodo della moderazione porta alla creazione della prima guida sistematica all’utilizzo del metodo, che sostituisce la raccolta informale di regole del gioco ed esercizi per l’applicazione in situazioni di moderazione, precedentemente apparsa nel numero 2 della serie Metaplan.

L’esito principale dello sviluppo del metodo di consulenza porta Wolfgang Schnelle a lavorare presso la direzione del gruppo Krupp: per il consiglio d’amministrazione della società viene realizzato per la prima volta l’intero pacchetto del metodo Metaplan. In un edificio appositamente costruito a Essen si svolgono eventi per grandi gruppi, riunioni di progetto e lavori di approfondimento sui contenuti. Dopo aver lavorato per la televisione WDR e la Audi, nel 1977 membri di Metaplan presentano le loro esperienze nella consulenza alle amministrazioni in occasione di un simposio con rappresentanti delle amministrazioni comunali e regionali, dove utilizzano per la prima volta il concetto di «auto-organizzazione». (Reiner Iblher, Wolfgang Schnelle, Organisationsentwicklung in der öffentlichen Verwaltung, Quickborn 1978) Ma la loro conclusione è deludente: «la tensione tra diritto del pubblico impiego, regolamento di bilancio, tabella organica, mentalità burocratica e le mutevoli direttive politiche blocca lo sviluppo organizzativo nelle amministrazioni in una stretta gabbia.» (dal sito Metaplan) Nel 1978 infine sono pubblicate regole, tecniche e casi di applicazione del Metodo Metaplan nella collana della Fondazione “Società e Impresa”, e uno dei collaboratori, Gisbert Lechner, conia il termine “Sozialkreativität”, creatività sociale: «La creatività sociale è più urgentemente necessaria laddove si presentano problemi di elevata complessità, dove un singolo individuo non è sufficiente a cogliere la molteplicità e a distillarne nuove soluzioni, laddove strutture consolidate di convivenza ostacolano soluzioni innovative e la loro attuazione nella realtà.» (Jakob Schmitz, “Sozialkreativität – Denken im Dialog”, in Eberhard Schnelle, Neue Wege der Kommunikation. Spielregeln, Arbeitstechniken und Anwendungsfälle der Metaplan-Methode, Veröff. GU Heft 10, Königstein 1978) Dal 1979 il logo Metaplan diventa marchio registrato.

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Sommario 7.23

  • Introduzione con Melania Trump e il robot Figure 3 al Fostering the Future Together Global Coalition Summit, Casa Bianca 25/3/2026
  • IOA – Spot 45
  • Hantavirus – Bestiario mediatico (con Matteo Bassetti / Roberto Burioni a Nove “Che tempo che fa” 10/5/2026 / Augusto Minzolini a La7 “Tagadà” 12/5/2026)
  • IOA – Spot 46 – Thanatos TM in fiale
  • Cosa ho capito traducendo il manifesto dei CEO di Palantir in una lingua comprensibile anche a chi non è un sociopatico (di Dario De Leonardis, ValigiaBlu 30/4/2026) – Prima parte
  • Alexander C. Karp – Se anche soltanto pensate di fare del male a un cittadino americano… vi succederà qualcosa di molto brutto
  • Hantavirus parte seconda – Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia (13/5/2026)
  • IOA – Spot 47 – L’attore ti parla
  • Hantavirus parte terza – Turista inglese sano prelevato e messo in ospedale (Border Night News, 14/5/2026)

Riferimenti 7.23

  • Faithful Breath, Autumn Fantasia – 1st Movement (Fading Beauty, 1974)
  • MGZ, Hai paura? (bum bum version) (Cambio vita, 1995)
  • Lanzaware, Hantavirus Reggaetone Version (2026)
  • JC El Triunfador, Hantavirus (2026)
  • Lard Free, Violez L’Espace De Son Refrigerant + In A Desert – Alambic + Does East Bakestan Belong To Itself (I’m Around About Midnight, 1975)
  • Camizole & Lard Free, Live in Montagnac Part 1 (30/7/1978)
  • Mister Cumbia, La cumbia del hantavirus (2026)
  • NadaNita, Hantavirus. The Next Global Project (2026)
  • Codrin Music, Hantavirus (Hitul Pandemiei) (2026)

Episodio 7.22

Dopo aver teorizzato il Bürolandschaft, nel 1961 i fratelli Schnelle ne realizzano il primo modello concepito secondo queste direttive presso l’azienda di servizi stampa Buch und Ton, parte del gruppo Bertelsmann, e poco dopo progettano un intero edificio per la casa farmaceutica Boehringer a Mannheim. Nel frattempo le idee dei due fratelli e della loro cerchia sono diffuse tramite la creazione di una casa editrice, Verlag Schnelle, nata nel 1960 e che durante quel decennio pubblica opere riguardanti la teoria dell’informazione, la pianificazione e l’organizzazione, il dibattito internazionale intorno alla cibernetica e le loro proprie teorie riguardo la composizione dell’ambiente d’ufficio. Oltre a varie collane di riviste, Schnelle pubblica autori quali H. Igor Ansoff, Herbert A. Simon, Richard G. Brandenburg, Helmar Frank, Kurd Alsleben, e Cord Passow, figure di spicco della cibernetica tedesca. Inoltre Wolfgang Schnelle pubblica “Ordine gerarchico in ufficio: rango e problemi di gruppo nelle amministrazioni” (Hierarchische Ordnung im Büro: Rang und Gruppenprobleme in Verwaltungen, 1961), a cui seguono altri testi firmati dal fratello Eberhard, come “Introduzione alla cibernetica per le imprese e l’industria” (Einführung in die Kybernetik für Wirtschaft und Industrie, con Passow, 1963), “Architetto e organizzatore” (Architekt und Organisator, con Alfons Wankum, 1964) e “Metodi per risolvere compiti complessi in grandi organizzazioni” (Wege zur Lösung komplexer Aufgaben in großen Organisationen, 1966).

Nel 1965 la società, che nel frattempo ha cambiato il nome in “Quickborner Team”, raggiunge fama mondiale; dopo aver progettato uffici open space per giganti del capitalismo tedesco del calibro di Krupp, Orenstein & Koppel, Deutsche Lufthansa, lavora all’ideazione di uffici per la IBM a New York, la BBC a Monaco, la Ford a Colonia, la Texas Instruments semore a Monaco e la Shell a Caracas. Come sostengono sul loro sito internet, «il lavoro del team di Quickborn si caratterizza per il fatto che i dipendenti del cliente vengono integrati nel processo di pianificazione; coloro che sono oggetto della pianificazione possono dire la loro nell’ambito di “collettivi di pianificazione interni all’azienda”. Ben presto la “pianificazione della pianificazione” passa in primo piano nel lavoro, e i membri del team di Quickborn si presentano come “esperti in tecniche di cooperazione”». (Die Metaplan-Chronologie, Quickborn, 2019 – https://www.metaplan.com/wp-content/uploads/2021/04/Metaplan-Chronologie-1.pdf) Nel 1966 il team mette in pratica il principio del lavoro di squadra creativo, con la creazione di cinque gruppi di lavoro, i quali eleggono un coordinatore di gruppo che rimane in carica per due anni. I gruppi stabiliscono autonomamente i propri stipendi: si va da un minimo 1800 marchi a un massimo di 10.000 marchi, con due coordinatori che hanno il compito di appianare eventuali tensioni.

Nel 1968 Eberhard Schnelle sviluppa un «corso di formazione per decisori», che consiste in «un metodo per ampliare la complessità dei problemi, stimolare la creatività nella risoluzione dei problemi, mettere in luce conflitti e punti di accordo nell’elaborazione di strategie d’azione comuni». (Entscheidung im Management – Wege zur Lösung komplexer Aufgaben in großen Organisationen, Quickborn 1966) Una delle principali novità consiste nell’uso di cartoncini e fogli di carta da imballaggio per strutturare la comunicazione: per la stesura di relazioni «la tecnica di schematizzazione può essere impiegata in modo particolarmente efficace. (…) Alla lavagna vengono provate diverse varianti (si possono utilizzare anche grandi fogli di carta da imballaggio)». (Hanns Reiner Iblher, “Ermunterung zum gemeinsamen Verfassen von Berichten”, Team-Brief, 31/1969) L’anno seguente Wolfgang Schnelle viene ingaggiato per coordinare i lavori del Gruppo di Progetto per la Riforma del Governo e dell’Amministrazione, dove opera in qualità non tanto di esperto quanto di moderatore, «al fine di facilitare la collaborazione tra i membri del gruppo di progetto.» (Hansjörg Mauch, “Ministerialbeamte bei der Teamarbeit – Die Arbeitsweise der Projektgruppe zur Reform der Struktur der Bundesregierung und Bundesverwaltung, Februar bis August 1969”, Quickborn 1969) A questo punto all’interno di Quinckborner si sviluppa una tendenza che punta a non concentrarsi più sul classico lavoro di progettazione di Bürolandschaft, ma a dedicarsi a «negoziare o risolvere i problemi come forme di risoluzione dei conflitti», come scrive Wolfgang nella rivista Kommunikation, di cui è coeditore. Alcuni di questi principi caratterizzano il lavoro successivo di Metaplan: coinvolgere terzi; non costruire teorie, ma contrapporre affermazioni, domande e osservazioni estrapolate; ampliare la complessità; non portare le opinioni opposte al consenso, ma mantenerle aperte; iniziare con le domande, non con le soluzioni. (Erhard Blankenburg, Wolfgang Schnelle, “Aushandeln oder Problemlösen als Formen der Konfliktaustragung”, KommunikationZeitschrift für Planung und Organisation 4/6/1970) 

Nel 1972 nel Quickborner Team si forma un gruppo, che ruota attorno a Wolfgang, denominato “Pianificazione complessa” che punta a fornire metodi alle istituzioni in ambito politico, economico e culturale, facendo propri concetti quali “lavoro di gruppo”, “riduzione dei conflitti”, “razionalità emancipatoria”. (Quickborner Team 1971, Plakat “Persönliche Einstellungen zum Planen der Gruppe Komplexe Planung”) In un articolo, Wolfgang Schnelle distingue tra pianificazione “operativa”, congruente con la gerarchia, e pianificazione “politica”, che supera la gerarchia. (Wolfgang Schnelle, “Wie lassen sich politische Aufgaben planen”, Kommunikation n. 1/7 1971) Nel numero 3 della rivista Kommunikation, compare la “Planungsakademie Quickborn”, ovvero i principi fondamentali per la formazione per decisori. Per la prima volta compare il termine “formazione alla moderazione” in contrapposizione alla formazione per decisori: «Mentre il tema di una formazione per decisori è sempre la risoluzione comune di un problema, nella formazione alla moderazione il comportamento del gruppo stesso diventa il tema, con l’obiettivo di provocare cambiamenti comportamentali dei singoli attraverso un processo di gruppo.» (Planungsakademie Quickborn, “Was ist Moderatorentraining?”, Kommunikation n. 3/7 1971)

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Sommario 7.22

  • Introduzione con Davide Passoni, CEO di SIR Spa
  • IOA – Spot 42
  • Crioconservazione (Spot Biostasis – www.tomorrow.bio + Emil Kendziorra, fondatore della Tomorrow Biostasis, Svizzera – Rai3, Re Start 31/5/2024)
  • IOA – Spot 43
  • IOA – Spot 44
  • LNdF – Il Panopticon Digitale – Dal Mito di Palantir al Totalitarismo Tecnocratico (Riflessioni a proposito del “manifesto” di Palantir, estratto da La Repubblica tecnologica di Alexander Karp e Nicholas Zamis)TESTO

Riferimenti 7.22

  • Ralf Nowy, Shiwa’s Dance (Lucifer’s Dream, 1973)
  • Sincerely P.T. (Peter Trunk), Rolling Machine (Sincerely P.T., 1973)
  • Frost Queen, Cryogenic Injection Gear (Sunday Deadline Compilation, 2015)
  • Nasodoble ft. Ilaria Porceddu, Joe Perrino, Beppe Dettori, Francesco Piu, ghost guest Nicola Di Banari, Cazz Boh (SeMiCerchi, 2015)
  • DG 307, Chtěl Se Stát… (He Want To Become) (Torzo, 1980)
  • DG 307, Nosferatu – Úvod + Ve Wisborgu Žili… + Nedělej Si Žádne Starosti… + Dál Nejedu… + 05 – Ach, Vy Jste Si Ubližil… + Ellen… + A Loď Smrti Měla… (Nosferatu, 2004)
  • Lard Free, Prologue à la fresh (Live Brussels, 14/12/2009)

Episodio 7.21

Se gli Stati Uniti sono indubbiamente il luogo dove sono nate, hanno radicato e proliferato le applicazioni sociali e psicologiche della cibernetica, anche in Europa sono sorte teorie e pratiche legate al lavoro di gruppo e influenzate dalla nuova disciplina. È il caso del modello Metaplan, marchio registrato, creato nel 1972 dai fratelli Schnelle come strumento di moderazione delle riunioni: basandosi principalmente su una strategia e su tecniche di visualizzazione rivoluzionarie per l’epoca, formalizzano il ruolo di moderatore con l’obiettivo di migliorare i processi di apprendimento e di risoluzione dei problemi all’interno del gruppo. Per comprendere la natura di questo modello è utile fare un breve resoconto del lavoro di Eberhard e Wolfgang Schnelle, che fin da giovani avevano lavorato nella ditta paterna di arredamento per ufficio: tuttavia la loro esperienza sotto il regime nazista li porta alla convinzione che la gerarchia rende impossibile la critica e immunizza chi detiene l’autorità, spingendoli a creare qualcosa di più funzionale, sia in termini di organizzazione dei rapporti tra i membri di un gruppo sia di gestione dello spazio.

Eberhard, nato nel 1921, e Wolfgang, classe 1930, entrambi originari di Danzica allora sotto il controllo tedesco, nel dopoguerra lavorarono con il padre ma in seguito si spostarono in un’altra azienda ad Amburgo, sempre nel campo delle forniture per ufficio. Nel corso degli anni i fratelli Schnelle maturano la convinzione che i mobili per ufficio, gli spazi di lavoro e i processi lavorativi debbano essere progettati insieme, al fine di migliorare l’organizzazione aziendale e l’ambiente di lavoro. Giungono così all’idea, presentata al pubblico circa nel 1958, di Bürolandschaften, ovvero “ambiente (o paesaggio) d’ufficio”: al posto della distribuzione ripetitiva delle scrivanie in piccoli ambienti chiusi propongono un vasto open space, dove tavoli e sedie sono posizionati in modo apparentemente caotico e casuale, e in cui si inseriscono arredi e piante. L’idea che sta alla base di questa nuova concezione del design, sviluppata dalla collaborazione di un team di architetti, designers e informatici, è definita Organisationskybernetik, cibernetica dell’organizzazione, riprendendo il concetto di cybernetics of organization coniato da Stafford Beer, secondo il quale la cibernetica rappresenta il mezzo migliore per l’organizzazione, dalla pianificazione alla messa in atto – come dimostrerà con l’ideazione del programma cybersyn, un metodo di governo basato sulla pianificazione adoperando dati che affluiscono in tempo reale a un computer centrale, applicato su vasta scala ma per breve tempo nei primi anni Settanta nel Cile di Allende.

Nel caso dei fratelli Schnelle e del loro team, inizialmente si tratta di organizzare lo spazio degli uffici per ottenere un duplice risultato: creare un ambiente lavorativo come strumento flessibile e adattabile sia alle esigenze dell’azienda multinazionale committente, sia ai nuovi bisogni legati alla gestione delle informazioni; e concepire questo luogo come spazio vitale, in cui i lavoratori cognitivi possano passare il tempo discutendo fra loro, più che stando seduti dietro alle scrivanie, data l’incipiente automazione delle attività lavorative (sogno che ancora non si è realizzato, vista la quantità di tempo che i lavoratori d’ufficio passano incollati ai loro terminali). Inoltre, il modello cibernetico di controllo adoperato nel metodo-design non può essere ridotto a un potere centrale, foss’anche un supervisore, dal momento che ogni singolo processo decisionale è diffuso all’interno di una rete. In altri termini, in questa organizzazione ogni funzione non è rappresentata da un lavoratore soltanto, ma da un team di “esperti” e dai loro automi. Il Quickborner Team riorganizza l’antica catena di comando gerarchica in una rete, un network, dove il potere decisionale, che comunque rimane saldamente nelle mani dei superiori, non è più facilmente riconoscibile né individuabile. «In quanto impresa composta da soggetti interconnessi e interdipendenti che agiscono in modo autonomo, l’organizzazione si evolve in una rete altamente flessibile ed efficiente, capace di allinearsi costantemente a nuovi obiettivi. Pertanto, il team di pianificazione ha promosso una tendenza diffusa volta a plasmare la società nel suo complesso e a funzionare in modo diverso rispetto ai suoi predecessori: un processo decisionale non gerarchico e basato sul consenso, il lavoro in team di specialisti, cicli di feedback costruttivo e la valorizzazione di tutte le donne e gli uomini che lavorano all’interno dell’organizzazione.» (Andreas Rumpfhuber, “Cybernetics of Organization: Bürolandschaft”, Expanded Design 2010-14 – https://www.ex-d.net/work/research/architektur-der-organisationskybernetik)

Il Bürolandschaft è progettato come piano astratto e orizzontale, il più vasto possibile e privo di barriere divisorie, regolato da climatizzatori artificiali e dotato di un particolare design acustico e dell’illuminazione; gli elementi al suo interno sono quasi tutti movibili – tavoli, sedie, pannelli divisori degli spazi e piante – e anche il personale e le macchine sono ordinati come costellazioni diffuse. «Un elenco di requisiti specifici controlla la disposizione e la configurazione visivamente libera dello spazio interno. Gli arredi sono disposti in base ai gruppi di lavoro e sono collocati nello spazio ispirandosi alla teoria degli insiemi. I percorsi di ingresso e di circolazione sono segnalati da piante e non attraversano mai un’unità lavorativa. Particolare enfasi è posta sulle condizioni di lavoro “intime” di ogni singola postazione, attraverso l’illuminazione, l’orientamento di ogni singolo tavolo, ecc.» (Ibid) Nelle parole di Eberhard e Wolfgang Schnelle questa libera disposizione dello spazio di lavoro ricorda un «paesaggio caotico e vasto di luoghi soggettivi», e così descrivono il primo Bürolandschaft da loro progettato nel 1960-61: «Il design degli arredi crea un effetto di trasparenza e ampiezza. Il ritmo irregolare della disposizione e la sua cromaticità strutturano la percezione dello spazio: viene percepito soltanto ciò che è vicino, in modo che ogni postazione di lavoro diventi un luogo soggettivo che crea intimità. I ​​divisori mobili e le piante offrono anche una protezione visiva, delimitando i percorsi di circolazione e le aree di lavoro di gruppo.» (Brochure Beschreibung der Bürolandschaft des Hauses Bertelsmann in der Firma Kommisionshaus Buch und Ton, archivio del Quickborner Team)

Altra caratteristica cibernetica che traspare nel design degli ambienti d’ufficio, è quella di far convergere due movimenti in apparenza opposti, ovvero uno stile di vita meno soggetto a regolamenti con un tipo di organizzazione altamente gestita. «L’obiettivo del progetto era che ogni singolo lavoratore, all’interno dello spazio amministrativo ciberneticamente ottimizzato, si percepisse non come parte di un “gregge ammassato” (Marx, Il Capitale, Vol. 1), ma come un soggetto autonomo, in condizioni di parità con tutti gli altri. Si tratta di un soggetto lavoratore che ha bisogno di trovarsi in un ambiente familiare, allo stesso livello gerarchico e in prossimità spaziale con il capo. Sebbene l’ambiente d’ufficio appaia caotico e irregolare, al suo interno vige un ordine rigoroso, meticoloso, quasi totalitario. Un ordine che vincola l’individuo, concettualmente autonomo ma interconnesso e quindi interdipendente, attraverso protocolli e procedure di lavoro rigidi e razionali.» (Andreas Rumpfhuber, “Cybernetics of Organization: Bürolandschaft”)

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Sommario 7.21

  • Introduzione con Larry Ellison di Oracle
  • IOA – Spot 40 – L’informatica
  • Manifesto anti-IA e molotov: ecco perché volevano colpire il CEO di OpenAI (https://tech.everyeye.it/14/04/2026)
  • IOA – Spot 41 – Nella folla
  • Guy Debord, Pianeta malato (estratti) 1971
  • Pillole di agritech: collari per bovini controllati da remoto sostituiscono le recinzioni elettriche (Spot Halter 2026 + Presentazione Halter 2026 + Progetto VISTOCK (VIrtual Fencing for precision liveSTOCK) con Camilla Dibari del DAGRI – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze, 2020 + Testare le recinzioni virtuali con le vacche da latte, Agriscope, Svizzera 2024)

Riferimenti 7.21

  • Golem, Orion Awakes + Godhead Dance (Signal – Noise – Rebirth) + Stellar Launch (Orion Awakes, 1972-73)
  • Humanwine, Dance of the Veil Nil + When They Come in the Middle of the Night (Mass Exodus, 2009)
  • Robin Rimbaud, Rosa Rugosa (The Garden Is Full of Metal (Homage to Derek Jarman), 1997)
  • Oliver Stone, W (2008)
  • Colosseum, The Machine Demands A Sacrifice (The Grass Is Greener, 1970)
  • Jill Tracy, Conjuring #5 + (Variations On) Paint It Black + Conjuring #6 (Quintessentially Unreal, 1995)
  • JâK Tv, Funny Cow Dance (2024)
  • Carolina Benvenga, Mucca Dance (2026)
  • Dana Lyons, Cows With Guns (Cows With Guns, 1996)

Episodio 7.20

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Sommario 7.20

  • Seconda parte della presentazione de IL SA-HARA-LENTO DELL’AMBIENTE SVENDUTO – Opuscolo a cura del Coordinamento interprovinciale a tutela dei territori. Con Teodoro Summa del Comitato cittadino antinucleare di Maruggio (TA), aprile 2026 – OPUSCOLO IN PDF

Riferimenti 7.20

  • Officina Zoè, Pizzica tarantata (Terra, 2011)
  • Kalàscima, Musa Reprise (Psychedelic Trance Tarantella, 2014)
  • Go Dugong, Salinella + Tamburi + Ilva + Lama (TRNT, 2019)
  • Go Dugong feat. Washé, Tierra + Caos armonico (Madre, 2024)
  • Go Dugong, Bhaya + Varuna + Sree Krishna Jayanthi/Periyar + Periyar ((Indian) Furs, 2017)
  • Canzoniere grecanico salentino, Taranta (2025 Remaster) (Il Mito, 2025)

Episodio 7.19

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Sommario 7.19

  • IL SA-HARA-LENTO DELL’AMBIENTE SVENDUTO – Opuscolo a cura del Coordinamento interprovinciale a tutela dei territori. Con Teodoro Summa del Comitato cittadino antinucleare di Maruggio (TA), aprile 2026 – OPUSCOLO IN PDF

Riferimenti 7.19

  • Alessandra Belloni, Pizzica Tarantata (Techno version) (dal sito alessandrabelloni.com)
  • Kalàscima, Psychedelic Trance Tarantella + Due mari (feat Ludovico Einaudi) (Psychedelic Trance Tarantella, 2014)
  • Go Dugong, Corna Di Serpente + Pan + Sacàra + Randagio + La Montagna Sacra + Tarantismo + Mercato Nero (feat. Apollo Negri, Claudio Cardelli) + Ionio + Luci nel bosco + Esorcismo (Meridies, 2021)

TAVERNA PSICHEDELICA – VOLUME 5

Selezione di rock tedesco degli anni 1969-1975

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Riferimenti Taverna psichedelica – Vol. 5

  • Temple, Leaves Are Falling (1975/76)
  • KomKol, Sie Haben die Wahl 1945 oder 2000 Uhr (Index, 1972)
  • Poseidon, The Trip (Found My Way, 1975)
  • Vivi Bach & Dietmar Schönherr, Molotow Cocktail Party (Wünsch Dir Was, 1970)
  • Cornucopia, And The Madness (Full Horn, 1973)
  • Grave, Morning Sun (Grave I, 1975)
  • Kuno & The Marihuana Brass, Marihuana Mantra (1970)
  • Dieter Zimmermann, Whole Lotta Love (Meine Welt, 1971)
  • Katja Ebstein, A Hard Day’s Night (1969)
  • Häx Cel, A Second Time (Zwai, 1972)
  • Temple, Black Light (1975/76)
  • KomKol, Fragen unt Antworten zur Bundeswehr (Index, 1972)
  • Agro, Power (1975)
  • Giants, He he ho (1971)
  • The Magic Group, Magic Land (1972)

Episodio 7.18

Negli anni ’60-70 la psicologia umanista si diffonde negli Stati Uniti, quando Carl Rogers e alcuni dei suoi colleghi e studenti iniziano a mettere in pratica i vari tipi di modalità di addestramento e facilitazione di gruppo basati sull’approccio “non direttivo”. Lo psicologo Thomas Gordon già negli anni Cinquanta aveva lavorato presso alcune aziende come consulente specializzato nella risoluzione dei conflitti e nell’addestramento dei leader, con l’obiettivo di una sempre maggiore gestione partecipativa dei “quadri” per il benessere e l’efficacia dell’impresa (la lista dei clienti, consultabile sul sito, è lunghissima, da Alcoa a Nestlé, da Amazon a Pirelli, da IBM a Unilever… – https://www.gordontraining.com/leader-effectiveness-training-l-e-t/workplace-programs-client-list/). Nel 1962 introduce le sue metodiche per aumentare l’efficacia in un programma di formazione per genitori definito PET (Parent Effectiveness Training), diventato nel 1970 un libro, edito in seguito in italiano col titolo Genitori efficaci, educare figli responsabili (La meridiana, Molfetta 1994). Il “metodo Gordon”, insegnato ancora oggi dalla Gordon Training International con sede in California, si allarga alcuni anni dopo agli insegnanti, per diffondere le pratiche già sperimentate con i genitori dei bambini ed eliminare le tendenze punitive e autoritarie.

Un altro protagonista è lo psicologo Edgar Schein, nato a Zurigo e trasferitosi negli anni trenta negli Stati Uniti con i genitori, entrambi fisici. Si laurea all’università di Chicago, ottiene un master in psicologia a Stanford e un dottorato in psicologia sociale ad Harvard; nel 1964 ottiene la cattedra di psicologia e gestione organizzativa al MIT, e dal 1968 al ’71 è presidente dell’Organization Studies Group della Sloan School of Management del MIT, che forma dirigenti nel campo della finanza e delle imprese. Come si evince dai titoli delle sue opere, condivide interessi e obiettivi degli altri pionieri della psicologia adattata al funzionamento della società cibernetica: cultura dell’organizzazione aziendale e leadership, consulenza come risposta necessaria alle sfide dello sviluppo organizzativo, come affrontare con successo transizioni e cambiamenti organizzativi, come costruire relazioni d’aiuto e promuovere lo sviluppo organizzativo, il tutto all’insegna della ricerca della massima efficacia. La sua opera più importante è probabilmente Process Consultation, del 1969, in cui definisce un nuovo approccio alla consulenza che pone l’accento sul mutuo aiuto tra consulente e cliente: «secondo Schein, il processo di consulenza è una filosofia su come fornire aiuto a un sistema umano; per Rogers, l’approccio basato sulla persona è un modo di essere che facilita. Malgrado l’utilizzo di diverse terminologie, le fondamenta filosofiche soggiacenti alla teoria e alla pratica di entrambe le tradizioni sono coerenti l’una con l’altra.» (David Coghlan, “Facilitating learning and change: Perspectives on the helping process”, Organization Development Journal, vol. 20, n. 2, 2002)

Nell’ambito della rimessa in discussione della modalità di svolgere le riunioni, nel 1976 Michael Doyle e David Straus pubblicano How to Make Meetings Work: The New Interaction Method, in cui cercano di andare oltre il carattere troppo formale del Robert’s Rules of Order che era ancora considerato il punto di riferimento per l’organizzazione di sedute e dibattiti. Criticano le conseguenze negative delle discussioni del tipo vincitore-perdente e l’attribuzione di un ruolo di conducente a un manager, il modo di redigere l’ordine del giorno oltre che l’organizzazione fisica della sala da riunioni. I due avevano fondato nel 1969 la Interaction Associates (IA), tuttora attiva, per «fornire a leader e gruppi tecniche collaudate per coinvolgere gli investitori, risolvere problemi, raggiungere accordi e orientare la messa in pratica. L’obiettivo: risultati migliori, procedure più efficienti e relazioni più solide.» (https://www.interactionassociates.com/about-us) Il metodo di interazione ha come obiettivo evitare di perdere tempo durante le riunioni e ottenere risultati: promette di incrementare la produttività del 15%, di funzionare tanto in organizzazioni gerarchiche (autoritarie) come in quelle orizzontali (democratiche), di fornire a ciascun partecipante la sensazione di influire sul gruppo; inoltre, analizza 16 tipologie di persone problematiche e suggerisce cosa farne di loro e dimostra come la presenza di un facilitatore, di una registrazione e di una “memoria di gruppo” aiuti a trovare migliori soluzioni ai problemi che si creano… fino a offrire sette buoni motivi per non tenere un meeting!

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Sommario 7.18

  • Introduzione con Ben Nowack, CEO della start up californiana Reflect Orbital, che si propone di vendere luce solare deviata sulla terra tramite satelliti-specchio
  • IOA – Spot 38 – L’atteggiamento del leader
  • Il transumanesimo di Ray Kurzweil: ibidazione bio-meccanica e geronto-tanatofobia – TESTO (Con estratti dalla conferenza di Kurzweil al Mobile World Congress di Barcellona, marzo 2025)
  • Spot Alcor Life Extension Foundation Cryonics
  • IOA – Spot 39 – Il tecnocrate
  • Il transumanesimo di Ray Kurzweil (Seconda parte)
  • Il sogno della Silicon Valley: viaggio nell’azienda pioniera della crioconservazione (In mezz’ora, RAI3, 26/10/2025)

Riferimenti 7.18

  • Lava, Piece of Peace (Tears Are Goin’ Home, 1973)
  • Liquid Stranger, Cryo (Cryogenic Encounters, 2012)
  • Phutureprimitive, Cryogenic Dreams ( Kinetik, 2011)
  • Dark Nemesis, Cryogenic Dream (2024)
  • Sinthetix, Cryogenic (Black Sun Empire Remix) (2004)
  • Essence Of Aura, Cryogenic (1992)

TAVERNA PSICHEDELICA – VOLUME 4

Selezione di rock tedesco degli anni 1968-1973

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Riferimenti Taverna psichedelica – Vol. 4

  • Cozmic Corridors, Death Path (Cozmic Corridors, 1972-73)
  • Armaggedon, People Talking (Armaggedon, 1970)
  • Light Of Darkness, Freedom Fight (Light Of Darkness, 1971)
  • My Solid Ground, The Executioner (My Solid Ground, 1971)
  • 18 (AchtZehn) Karat Gold, See Me In Your Dreams (All-Bumm, 1973)
  • The Astral Army, Interstellar Shortwave (1972)
  • Inner Space, Kamerasong (Agilok & Blubbo, 1968)
  • Abacus, White House May Come White House May Go (Just A Day’s Journey Away!, 1972)
  • Sperrmüll, No Freak Out (Sperrmüll, 1973)
  • Adam & Eve, The Witch (1969)
  • Zarathustra, Nightmare (Zarathustra, 1972)
  • Sameti, Get Up (Sameti, 1972)
  • Andy Marx, Wing (Circle, 1973)

Episodio 7.17

I due progetti della CIA a cui sicuramente partecipò Carl Rogers furono il Sotto-progetto 74, avviato nel 1958, per lo studio delle «correlazioni biologiche delle emozioni nei clienti di psicoterapia» (Colin Ross, The CIA and Military Mind Control Research. Building the Manchurian Candidate – Part one, 1997, revisione 2005, p. 326), ricevendo inizialmente 15.000 $, somma che permise l’acquisto dell’attrezzatura e l’avvio del programma, a cui in seguito si aggiungeranno oltre 100.000 $ ottenuti dal National Institute of Mental Health. Perché la CIA sovvenzionò questo studio sulle «correlazioni tra variabili psicologiche e psicobiologiche nella personalità e nel cambiamento di personalità», come scrisse lo stesso Rogers nel suo rapporto annuale?

Si può ipotizzare che l’agenzia federale, nella ricerca di metodi per verificare se la persona durante l’interrogatorio stesse dicendo il vero o il falso, fosse interessata alle ricerche compiute da Rogers adoperando elettrodi per analizzare le condizioni interne dei pazienti, e credesse possibile fargliene effettuare altre simili, per quanto Rogers non fosse un grande esperto in materia. Molto più probabilmente, alla CIA premeva soprattutto mettere sotto contratto certi scienziati e avere a disposizione le conoscenze loro e della loro rete di collaboratori: avvenne con altri noti psicologi e psichiatri quali Charles Osgood, Martin Orne ed Edgar Schein, il sociologo Jay Shulman, l’entropologo Edward Hall e, cosa che non sorprende dato il suo interesse nel controllo del comportamento, B. F. Skinner.

Forse Rogers intraprese questo progetto, quando lavorava all’Università del Wisconsin, come modo per entrare in contatto con i nuovi colleghi del Dipartimento di Psichiatria: dopo aver ottenuto i fondi ed essere stato coautore di un manuale di procedure di ricerca (Rogers, Roessler & Greenfield, Psychosomatic relationships in adaptation, 1958 ma inedito) abbandonò il progetto per lavorare su ciò che gli interessava davvero, un manuale per studiare i processi di cambiamento in psicoterapia. Nel 1959 scrisse una nota in cui rifletteva sull’uso dell’amilato di sodio (barbiturico noto come amobarbital) da parte dello staff clinico per sedare una paziente che aveva in cura al Mendota State Hospital, in cui Rogers osservava alcune cose: quando non era sedata, non voleva parlare con lui, a differenza di quando lo era, ma in quei casi era molto incoerente; inoltre, ciò che diceva sotto l’effetto del farmaco spesso le provocava rimorsi e sensi di colpa, portando Rogers alla conclusione che non fosse utile adoperare tali sostanze durante i suoi interventi terapeutici. Anche in seguito a queste esperienze, non nutrirà molta fiducia nell’uso degli psicofarmaci in psicoterapia.

Il secondo era il Sotto-progetto 97, avviato nel 1959 con una somma iniziale di circa 9.000 $, per lo studio del «cambiamento della personalità durante la psicoterapia degli schizofrenici». (Ross, op. cit., p, 326) Lo stesso Rogers sostenne come il suo lavoro «dovrebbe aiutare a determinare se il comportamento schizofrenico sia di tipo sostanzialmente diverso da quello normale, oppure solamente nel grado; dovrebbe gettare maggiore luce sulla natura della psicoterapia e del rapporto terapeutico; dovrebbe aiutare a indicare se la psicoterapia sia proponibile alla persona che ne sia inconsapevole e non lo desideri; dovrebbe aggiungere alla nostra conoscenza il processo in cui cambia la personalità; dovrebbe indicare se questo processo sia essenziale allo stesso modo in nevrotici, schizofrenici e individui normalmente adattati». (Rogers, “A study of Psychotherapeutic Change in Schizophrenics and Normals: the Design and Instrumentation, Psychiatric Research Reports n° 15, 1962, p. 57)
In un’intervista del 1977, quando la notizia della sua partecipazione agli esperimenti CIA era appena trapelata, Rogers confessò di non ricordare quando i progetti terminarono: «Credo che l’intera faccenda svanì lentamente. Non intraprendemmo mai un’azione specifica… svolgemmo qualche riunione del consiglio direttivo, ma erano più che altro riunioni di facciata». (San Francisco Examiner, 29/8/1977) L’esperienza all’università del Wisconsin sarà anche l’ultima, qualche anno dopo la collaborazione con la CIA Rogers si ritirò dall’insegnamento e, spostandosi in California, si dedicò quasi esclusivamente a lavorare sui gruppi, sulla loro facilitazione e diffusione nei più disparati ambiti della società.

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Sommario 7.17

  • Introduzione con Carl Rogers sull’empatia (1977)
  • Carl Rogers on Facilitating a Group (1970)
  • Lino del Fra, La torta in cielo (1970) – Clip 1
  • IOA – Spot 36
  • Insetti trasformati in Robot programmabili – SWARM Biotactics (https://www.swarm-biotactics.com/) – Kassel, Germania – 1 parte
  • IOA – Spot 37
  • BIOTECH ACT – Sul documento pubblicato il 16 dicembre 2025 dalla Commissione EuropeaTESTO
  • Insetti trasformati in Robot programmabili – 2 parte
  • Lino del Fra, La torta in cielo (1970) – Clip 2

Riferimenti 7.17

  • Jud’s Gallery, Catch the Fly + Nordrach (SWF Sessions Volume 1, 1972-74)
  • Michael Ranta, Mike Lewis, Conny Plank, Mu I + Mu II + Mu III + Mu IV (Mu, 2010)
  • Peter Thomas Sound Orchestra, The World Is Gone (Der Kommissar – Music From The Original TV-Series 1969 – 1972)
  • Nurse With Wound, Mutilés de guerre (Insect and Individual Silenced, 1981)
  • Antagon, Cybernetic (Intro) + Cybernetic + Unconsciously (Cybernetic, 2010)
  • I compagni di scena, Piove anche sopra il re (Due stagioni, 1977)

Episodio 7.16

Carl Rogers era convinto che la società dovesse diventare più democratica, a partire dal basso delle relazioni sociali, e i gruppi diventeranno per lui una possibilità di cambiamento delle strutture autoritarie. Già all’inizio della carriera di psicologo, negli anni ’30, si era focalizzato sulla consulenza nel campo della prevenzione della crudeltà sui bambini: studiò l’influenza dell’ambiente, sia domestico sia scolastico, sul comportamento e le capacità di apprendimento, provando a spostare i bambini in differenti ambienti oppure cercando di far cambiare atteggiamento ai genitori, senza però trarne alcuna regola, poiché ogni caso era diverso dall’altro e nessun trattamento terapeutico poteva essere generalizzato agli altri bambini. Quando divenne professore universitario portò nell’insegnamento il suo approccio “non direttivo”, lasciando svolgere le ricerche che più aggradavano agli studenti, che non voleva come suoi emuli ma spronava a cercare la propria strada. Si fidava degli uomini, che considerava esseri razionali, produttivi, orientati a un fine, oltre che dotati di sistemi autoregolatori in grado di trattenerli dal commettere atti di violenza o di girare le spalle al prossimo per il proprio tornaconto, come scrisse in The Nature of Man (1957).

Il libro uscì l’anno seguente una serie di dibattiti, lunghi talvolta fino a sei ore, con il celebre psicologo comportamentale Burrhus Frederic Skinner, e uno di questi fu pubblicato su Science col titolo “Alcune questioni riguardanti il controllo del comportamento umano. Un simposio”. Skinner sosteneva che il comportamento individuale fosse influenzato da cause esterne, quali l’ambiente, il governo o la condizione socio-economica, al contrario di Rogers che pensava scaturisse dall’interno delle persone, dalla loro libertà di scelta, da sentimenti e valori. In quell’occasione, Rogers mise in guardia dal pericolo derivante dall’utilizzo delle scienze comportamentali per esercitare un maggior controllo sui cittadini. «Possiamo scegliere di adoperare le nostre conoscenze per schiavizzare le persone in modi mai sognati prima, depersonalizzandole, controllandole con mezzi selezionati con tale cura che probabilmente queste non si renderanno mai conto della perdita della loro personalità. Possiamo scegliere di adoperare la nostra conoscenza scientifica per rendere l’uomo felice, produttivo e farlo comportare bene. Oppure possiamo far sì che ogni persona apprenda il programma che abbiamo stabilito per essa (…) Possiamo scegliere di adoperare le scienze comportamentali in modi che daranno libertà e non controllo; che favoriranno la creatività, non l’appagamento; che aiuteranno ogni persona nel suo processo auto-diretto di sviluppo; che aiuteranno individui, gruppi e anche il concetto di scienza a superare se stesso in modo da venire incontro alla vita e ai suoi problemi.» (Rogers-Skinner, “Some issues concerning the control of human behavior. A symposium”, Science n°124, 1956)

Tuttavia, un’ombra si è insinuata sulla figura di Carl Rogers allorché a fine anni ’70 si è scoperto che proprio in quel periodo, mentre esponeva questi nobili sentimenti e diventava il principale portavoce del movimento emergente della psicologia umanistica, collaborò segretamente per almeno 5 anni con la CIA, partecipando come dirigente al progetto Human Ecology Fund (già Società per lo studio dell’ecologia umana, fondata nel 1954 a New York, poi con base nella vicina Cornell University’s Medical School) finanziato dalla Central Intelligence Agency. Convogliando fondi questa fondazione, insieme ad altre, serviva da copertura al più vasto progetto segreto MK-ULTRA (già BLUEBIRD e poi ARTICHOKE), avviato nel 1953 e che consisteva in circa 150 sotto-progetti, per lo studio e il perfezionamento di tecniche di interrogatorio e di tortura psicologica, tramite l’uso di droghe come l’LSD, l’ipnosi, la deprivazione sensoriale, l’isolamento, l’elettroshock e la radiologia, al fine di analizzare le credenze ideologiche delle cavie e indurle alla confessione, tecniche da adoperare su terreni di guerra e in affari di politica interna come internazionale.

Pare che molto si debba al fatto che Harold Wollf, neurologo alla Cornell University, stava curando il figlio di Allen Dulles, direttore della CIA, reduce dalla guerra di Corea. I due strinsero amicizia, per cui fu a lui che si rivolse quando la CIA volle portare avanti studi sul lavaggio del cervello, inizialmente analizzando le tecniche adoperate dai paesi “comunisti”, ma col passare degli anni Wollf convinse la CIA a finanziare un programma più vasto volto ad ottenere maggiori conoscenze scientifiche riguardo il modo in cui «un uomo può essere spinto a pensare, “sentire” e comportarsi secondo la volontà di altri uomini, e al contrario come un uomo può evitare di essere influenzato in questo modo». (J. Marks, The search for the “Manchurian candidate”. The CIA and mind control, 1979) Così nel 1955 la Society for the Investigation of Human Ecology fu incorporata da Wollf e divenne uno strumento chiave nello sponsorizzare studi nei campi di psicologia, sociologia e antropologia, occupandosi di ricerche che andavano da quelle direttamente commissionate dalla CIA ad altre che non parevano nemmeno lontanamente legate agli interessi dall’agenzia. Tra queste ultime, uno studio sociologico su Levittown, Long Island, uno sui posizionamenti in politica estera delle persone che possedevano o meno rifugi antiatomici, oppure sugli effetti della circoncisione sui ragazzi turchi – tutti “progetti di copertura” che davano alla Società un’aria di rispettabilità scientifica e diversificazione degli interessi. Altri, solo in apparenza più innocenti, erano direttamente collegati agli interessi della CIA, come la serie di conferenze annuali sponsorizzate da MKULTRA, e finanziate attraverso la Josiah Macy Fundation, sui “problemi di coscienza”, a cui parteciparono figure del calibro di Margaret Mead e Jean Piaget mentre gli organizzatori della CIA prendevano copiosi appunti; oppure il meno innocente progetto svolto allo Ionia State Hospital in Michigan per testare gli effetti di LSD, marijuana e dell’ipnosi su predatori sessuali, con o senza che ne fossero consapevoli – collegando la resistenza di costoro ad ammettere i propri crimini con quella delle spie a rifiutare di fornire informazioni segrete.

Dunque com’è possibile che un personaggio come Carl Rogers, apertamente critico del maccartismo e delle forme autoritarie di governo, si imbarcasse in un’impresa simile? In molti si sono chiesti se egli fosse a conoscenza di chi ci fosse realmente dietro quelle ricerche e quali fossero i reali fini, giustificandolo col fatto che fosse convinto di essere utile alla sua nazione, come aveva già fatto curando i reduci della seconda guerra mondiale. Rogers lo sapeva, come attesta la lettera inviata al rettore dell’Università di Chicago nel 1956: «il dottor Harold Wollf della Cornell Medical School, una delle maggiori autorità mondiali nella medicina psicosomatica (…) mi ha chiesto di partecipare come consulente a un progetto top-secret del ministero della Difesa che riguarda la salute mentale.»

Anche se nel corso dei suoi studi non andò oltre i suoi principi deontologici, non volendo mai forzare i pazienti a fare cose che non desideravano, resta da chiarire come mai partecipò agli esperimenti della CIA. Rogers ne spiegò i motivi a Patricia Greenfeld nel 1977: «era un’organizzazione che, per quanto ne sapevo all’epoca, stava facendo cose legittime (…) Nel clima o atteggiamento che c’è ai giorni nostri nei confronti delle attività di intelligence è impossibile capire quale fosse quello degli anni ’50. Sembrava che la Russia fosse un nemico molto potente e che gli Stati Uniti fossero molto saggi nel voler raccogliere qualsiasi informazione possibile circa quel che la Russia stesse cercando di fare, come il lavaggio del cervello o influenzare le persone. Motivo per cui a quell’epoca non mi sembrava affatto disonorevole essere in contatto con un’unità di intelligence. Oggi lo vedo sotto una luce abbastanza diversa». Un altro motivo per accettare di partecipare a questi programmi era di tipo economico: «in effetti erano tra i primi soldi che ottenemmo per svolgere ricerche in psicoterapia. Erano lavori che cercavamo di fare da molto tempo ma non riuscivamo a trovare fondi». Quasi certamente Rogers non era a conoscenza di molti dettagli delle ricerche condotte per conto della CIA, soprattutto quelle che riguardavano l’uso di droghe o altre tecniche invasive di interrogatorio sulle cavie scelte tra gli studenti, tendenzialmente quelli più poveri. L’unico progetto politico di cui ammise essere a conoscenza, fu allorché durante un incontro «a lui e ad altre personalità nel campo della personalità e della psicoterapia diedero moltissime informazioni sul conto di Khrushchev», allora primo ministro sovietico. Rogers disse che fu chiesto loro di dire cosa pensassero di lui e in che modo trattare con lui. «E questo mi sembrava pienamente legittimo e di sani principi. Non credo che contribuimmo molto, ma ad ogni modo ci provammo». (Patricia Greenfield, “CIA’s behavior caper”, APA Monitor, 1977, p. 10)

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Sommario 7.16

  • Introduzione con Alex Karp, CEO Palantir: «Beh, mi piacerebbe procurarmi un drone e spruzzare fentanil misto a urina su quegli analisti che hanno cercato di incastrarci. Ma il mio obiettivo più alto è sempre stato rendere questa nazione la potenza leader del mondo». (22/9/2025)
  • IOA – Spot 35 – Il governo invisibile
  • ALGORITMI DELLA DESERTIFICAZIONE – Contro l’agricoltura digitale e il suo mondo (Alcuni oppositori alla digitalizzazione del mondo, Napoli, gennaio 2026)

Riferimenti 7.16

  • Jud’s Gallery, Catch the Fly + Nordrach (SWF Sessions Volume 1, 1972-74)
  • Michael Ranta, Mike Lewis, Conny Plank, Mu I + Mu II + Mu III + Mu IV (Mu, 2010)