Episodio 3.30

Episodio 3.30

La convergenza tra ideologia neoliberista e paradigma informatico risalta anche nei promotori della cyber-società. Infatti i pensatori del cyberspazio mentre dimostrano grande entusiasmo per le nuove tecnologie dell’informazione, mascherano paradossalmente un forte conservatorismo politico ed economico, come dimostra ad esempio il direttore di Wired, Kevin Kelly, figura di spicco della cybercultura negli Stati Uniti che nelle sue due opere Out of Control (1995) e New Rules for the New Economy (1997) raccoglie le tendenze più radicali del paradigma informatico.

In perfetto accordo con il pensiero cibernetico, Kelly interpreta lo sviluppo congiunto di biotecnologie e informatica come il segno di una co-evoluzione dell’uomo e della macchina. Basandosi sulle teorie dell’auto-organizzazione e della complessità, arriva a prevedere che la fusione tra biologia e tecnica darà luogo a una nuova civiltà in cui le macchine, divenute intelligenti, potranno autoregolarsi e autoriprodursi. Fedele alla logica neo-liberista, il guru della cybercultura reclama un laissez-faire, la libertà completa di azione in ambito tecno-scientifico. Per lui l’unico modo di esercitare un controllo intelligente è lasciare le macchine libere di svilupparsi.

Al di là dei deliri utopici di simili discorsi, bisogna però notare che sono in continuità ideologica con Hayek nella misura in cui l’economia era vista come un immenso sistema auto-organizzatore in coevoluzione con le tecnologie. Questa concezione si basa sulla indifferenziazione cibernetica tra umano, macchina e società che ha come effetto quello di nascondere le reali sfide poste dalle mutazioni in corso nella società.

 

 

Sommario 3.30

 

Riferimenti 3.30

  • Daniele Sepe, Happy End (Anime candide-Canzoni d’amore e di guerra, 2003)
  • Fela Kuti, Monkey Banana (Monkey Banana, 1975)
  • Bixio, Frizzi, Tempera, Fantozzi Soundtrack
  • The Fugs, War Kills Babies (Live) (The Fugs First Album, 1965)
  • Daniele Sepe, Valse Bomba (Anime candide-Canzoni d’amore e di guerra, 2003)
  • Black Merlin, Reef Play (Hipnotik Tradisi, 2016)
  • Dengue Dengue Dengue, The Enemy (Siete Raices, 2016)
  • DJ Russ Jones/Felx B + Deladap, Goldregen (Noah Extended Clubmix) (Gypsy beats and Balkan bangers Vol. 2, 2007)
  • Adrian von Ziegler
  • DJ Russ Jones/Felx B + Dunkelbunt + Amsterdam Klezmer Band, La revedere (Gypsy beats and Balkan bangers Vol. 2, 2007)

Episodio 3.29

Episodio 3.29

Eccoci giunti all’ultimo paragrafo del capitolo dedicato al soggetto sistemico che Lafontaine intitola “L’economia come sistema auto-organizzatore”. Vedere nella “mano invisibile” di Adam Smith l’antenato di tutti i principi dell’“ordine a partire dal disordine” ci aiuta a capire l’odierna congiuntura tra neoliberismo e paradigma informatico, incarnata da uno dei pensatori più influenti del nostro tempo, Friedrich von Hayek. Premio Nobel e capofila del neoliberismo, durante gli anni ’60 è salito sul carro della cibernetica partecipando a una conferenza sull’auto-organizzazione patrocinata da von Foerster e al simposio “Beyond Reductionism” che nel 1968 ha riunito i grandi nomi del sistemismo, tra cui von Bertalanffy. In continuità diretta con i modelli biologici di auto-organizzazione, il suo concetto di “ordini sociali spontanei” resta comunque fedele alla tradizione delle scienze sociali anglosassoni. Secondo Hayek liberismo ed evoluzionismo sono strettamente legati, da cui l’importanza accordata al principio di adattamento nella sua definizione di ordini sociali spontanei: «Tale struttura delle attività umane si adatta costantemente, e funziona proprio mediante tale costante adattamento, a milioni di fatti che nella loro interezza non sono noti a nessun singolo individuo.» (Legge, legislazione, libertà. Critica dell’economia pianificata, 1973, p. 20)­

La teoria di Hayek si può riassumere nell’idea per cui l’enorme complessità prodotta dalla divisione del lavoro e delle conoscenze elimina ogni possibilità di avere una visione unificata della società e dunque, proprio per questo, di pretendere di poterla orientare politicamente. Tanto più considerando che, secondo lui, la “mente” non è altro che una forma di «adattamento all’ambiente naturale e sociale» (p. 25) che non può in alcun caso trascendere le condizioni stesse che la rendono possibile. Hayek attacca frontalmente l’umanesimo politico che considera portatore di disordine nella misura in cui ostacola l’auto-organizzazione spontanea del sociale grazie al mercato. Con l’etichetta di «razionalismo costruttivista» (p. 15) critica il dualismo che porta a considerare l’uomo come l’artefice della società, cosa che a suo avviso conduce diritto al totalitarismo. All’epoca in cui scrive, la guerra fredda, l’Unione sovietica era il nemico designato del libero mercato e del suo ordine spontaneo verso cui dovevano necessariamente convergere le attività individuali collettivamente auto-organizzate.

Secondo Hayek la formazione di un ordine sociale spontaneo presuppone l’adattamento delle azioni individuali a certe regole dettate dal loro ambiente. Lungi dall’essere il risultato di un’imposizione arbitraria, queste regole sono di natura implicita, e gli individui non hanno bisogno di conoscerle per obbedire loro. Sono frutto di un «processo di selezione» sociale reso necessario dal fatto che «alcuni comportamenti perfettamente regolari degli individui potrebbero produrre soltanto disordine», proprio come il secondo principio della termodinamica conduce inevitabilmente al «“disordine perfetto”». (p. 59) Riferendosi in questa maniera alla minaccia entropica, Hayek dimostra di concepire le regole sociali non come decisioni politiche ma come un processo di adattamento alla complessità. Quindi, al di fuori della democrazia nel suo pieno senso del termine. Risolutamente apolitico, il principio dell’ordine spontaneo si oppone direttamente all’idea di autonomia soggettiva: «la sola possibilità di trascendere la portata delle menti individuali consiste nell’affidarci a quelle forze sovrapersonali “autoorganizzantesi” che danno origine a degli ordini spontanei.» (p. 72)

 

 

Sommario 3.29

  • Introduzione
  • Segreteria Telefonica della Nave dei Folli
  • René Riesel e Jaime Semprun: CATASTROFISMO – AMMINISTRAZIONE DEL DISASTRO E SOTTOMISSIONE SOSTENIBILE, 2008 (1 parte) – Traduzione italiana di Ortica editrice, Roma, 2020
  • Pasolini e la TV / Caterina, non andare al Supermarket
  • We will rave on antropos grave – TESTO / Podcast “Kiev Rave”, La Stampa (1 aprile 2022)

 

Riferimenti 3.29

  • Mad Manoush, Odessa + Tarandiavolo (The Gypsy R-Evolution, 2008)
  • Coil, Are You Shivering (Musick To Play In The Dark, Volume 1, 1999)
  • Adrian von Ziegler
  • The Family/Heaven’s Magic, Cathy Don’t Go (This Must Be Heaven!, 1985) – TESTO
  • Sint & NigNigNig, Covid Generation (Terrore e Panico, 2021)

Inserti Speciali della NdF – Fascicolo 1 – PSICOCIBERNETICA

FASCICOLO 1 – PSICOCIBERNETICA

Scaricate il libretto del Fascicolo 1 dedicato alla Psicocibernetica e alla figura del dottor Maxwell Maltz qui: FASCICOLO 1

Estratti più ampi da Psicocibernetica di Maltz qui: ESTRATTI

 

 

Materiali Fascicolo 1

  • Maxwell Maltz, Psico-cibernetica. Un nuovo metodo per dare più vita alla vostra vita, Astrolabio/Ubaldini, Roma 1965. Traduzione di Laura Bava. {Titolo originale: Psycho-Cybernetics: A New Way To Get More Living Out of Life, 1960}
  • Conversations with Dr. Maxwell Maltz – Overwiew of Creative Psycho-Cybernetics® (1996). Video della Psycho-Cybernetics Foundation Inc., prodotto da LifeTech Broadcasting Corporation contiene un’intervista a Maltz del 1967 e altro materiale degli anni ’70.

 

Riferimenti Musicali Fascicolo 1

  • Roland Kayn (Simultan: Cybernetic Project for 1-5 Rooms, 1970-1972)
  • Ennio Morricone, Infanzia, evoluzione e ritorno (L’Umanoide, 1978)
  • John Coltrane, Mr. P.C. + Naima (Giant Steps, 1960)
  • Nina Simone, Nina’s Blues + Flo Me La (Nina Simone At Newport, 1960)
  • Charles Mingus, Folk Forms n° 1 + Prayer for Passive Resistance
    (The Complete Atlantic Recordings, 1960)
  • DJ Food, Bass City Roller + Fungle Junk + Scratch Yer Hed + Blim +
    Brass Neck + Scratch Yer Butt (A Recipe for Disaster, 1995)

Episodio 3.28

Episodio 3.28

Grandi novità a partire da questa settimana sulla Nave dei Folli.

Innanzitutto, a breve pubblicheremo il primo fascicolo degli Inserti speciali della NaveDeiFolli, dedicati ad alcuni momenti o figure chiave della storia della cibernetica. Il fascicolo 1, tra pochi giorni in onda, è dedicato alla Psicocibernetica.

E veniamo alla seconda novità. Da questa settimana abbiamo aperto un nuovo canale Telegram: ora abbiamo anche La Nave dei Folli Commenti e Segreteria Telefonica, dove vi invitiamo a lasciare commenti e soprattutto messaggini audio che ci ascolteremo volentieri ed eventualmente manderemo in onda.

E infine, sbarca sulle frequenze digitali della radio on-line di Torino, Radio Bandito. Saremo in onda tutti i lunedì dalle 16 alle 17. Per ascoltarla clicca…. https://live.radiobandito.it/

 

 

Sommario 3.28

  • Introduzione con Pubblicità
  • SEMPRE LA STESSA STORIA? Critica delle scienze pandemiche nella società gestionale al tempo della gestione scientifica della pandemia sociale. Domande e riflessioni aperte a “Tutta un’altra storia” – Dubbi, critiche e riflessioni a proposito dell’iniziativa di Napoli http://tuttaunaltrastoria.info/ – TESTO / Clicca qui per la versione audio
  • Shangai ancora in Lockdown
  • Pandemic Blackout – la narrazione degli intossicati
  • Michel Bounan, IL TEMPO DELL’AIDS (415, Torino 1993) Quarta parte: IL FANTASMA DI PINOCCHIO (Il soggetto vivente)
  • Harari, Jesus Christ è la più grande fake news

 

Riferimenti 3.28

  • Hot Tuna, Embryonic Journey (Double Dose, 1978)
  • Rickshaw, tashkurgan + asleep at the wheel + clatsop spit + cape disappointment + superhighway + kashgar + heatstroke (recurring dreams, 1999)
  • Inno cinese
  • Sommosse in Cina
  • Italiano a Shangai
  • Yau Hok Chau, Yu Ta Pa Chiao (La pioggia cade sui bananeti) (trad. Cina) (La route de la soie, 2007)
  • Inventori di malattie (RAI, 2004)
  • Urs Karpatz, Phirav ande Budapesta + Khelipe romanes (Voix Tsiganes, Chemins De Tsiganie, 1998)
  • Pan de Capazo, La Ciénaga + Cabras Y Cabrones (WiL, 2004)

Episodio 3.27

Episodio 3.27

Se Parsons è stato il primo a innestare la cibernetica nelle teorie sociologiche, chi le ha adattate alle nuove scoperte della seconda cibernetica è stato Niklas Luhmann. Nato in Germania nel 1927, dopo la Seconda guerra mondiale si laurea in giurisprudenza e inizia subito la pratica legale, lavorando presso l’Alta Corte Amministrativa di Luneburgo occupandosi del sistema di archiviazione, e diventando poi funzionario del Ministero dell’Educazione e della Cultura della Bassa Sassonia. In quel periodo è influenzato da varie letture, tra cui fondamentale quella di Humberto Maturana, come dal prendere parte alle attività di ricostruzione della Germania post-bellica, per cui progetta e realizza il suo primo sistema di archiviazione (Zettelkasten) che sarà in seguito sostituito da un altro, di nuova concezione, su cui lavorerà per il resto della vita. Prima di passare all’insegnamento universitario in Sociologia, trascorre l’anno accademico 1960-61 ad Harvard per studiare con Talcott Parsons.

Luhmann concepisce il sistema auto-poietico come un’organizzazione mirante all’integrazione selettiva delle possibilità, che sono fonte di complessità caotica. Indipendentemente dalla sua natura il sistema non ha altra funzione che di ridurre e prevedere la complessità: in sociologia questa rappresentazione sistemica del mondo porta a pensare la società come un sistema autonomo differenziato, dunque la modernità politica è concepita come un processo di complessificazione e differenziazione del sistema sociale in sotto-sistemi integrati. E per Luhmann, a differenza di tutte le altre sociologie, nessuno di questi è più importante di altri. Ovvero, né la cultura né la politica e nemmeno l’economia sono considerati i motori dello sviluppo e dell’evoluzione sociale: e anche se interdipendenti, ogni sotto-sistema ha una relativa autonomia. Priva di un centro regolatore e normativo, secondo Luhmann la società contemporanea assume la forma di un immenso sistema autoregolatore e autoreferenziale dalle illimitate capacità di integrazione.

In quanto sistemi auto-poietici, i sistemi sociali non si possono ridurre ai sottosistemi biologici e psichici che in effetti inglobano: come dice Michel Lalondre, questa loro specificità si poggia sulla possibilità di prodursi e riprodursi tramite atti comunicativi che essi stessi generano. Il cerchio si chiude e siamo in piena autereferenzialità: «solo la comunicazione può comunicare», dirà Luhmann. (“Was ist Kommunikation?”, in Soziologische Aufklärung 6. Die Soziologie und der Mensch, 1995)

«L’ordine sociale può prodursi soltanto con l’aiuto di un tipo di processo che lo rende possibile, ovvero con l’aiuto della comunicazione». (“Remarques préliminaires en vue d’une théorie des systèmes sociaux”, Critique n° 413, 1981) Seguendo tale logica, la comunicazione costituisce il principale mezzo con cui il sistema si auto-regola in base a criteri di efficacia organizzativa. La catena retroattiva degli scambi di informazioni, tuttavia, sfugge in larga parte ai soggetti che non sono più gli unici detentori del significato, poiché all’interno della società il significato della comunicazione si riduce alla riproducibilità del sistema stesso: va da sé che Luhmann assegna un ruolo minimo agli attori sociali, presi in un flusso di informazioni di cui non sono né l’origine né il fine. Dato sempre a posteriori, il significato della comunicazione sociale sfugge ai soggetti parlanti. L’idea, cara agli strutturalisti, di un’assoluta esteriorità del linguaggio rispetto al soggetto, trova qui nuova linfa.

 

 

Sommario 3.27

 

Riferimenti 3.27

  • Spike Jones, Nutcracker Suite (Spike Jones is Murdering The Classics, 1971)
  • Ozric Tentacles, Sploosh! (Strangeitude, 1991)
  • Years and Years (Series 1 Episode 1, BBC settembre 2019)
  • Franco Bixio, Fabio Frizzi, Vince Tempera, L’impiegatango (Il secondo tragico Fantozzi, 1976)
  • Freak Seven (Feat. Aniff), Nano Kids – Vocal Mix (Nano Kids – Feel The Soul, 2011)
  • Conferenza stampa di Jens Stoltenberg (segretario generale NATO) e Dmytro Kuleba (ministro degli affari esteri Ucraina) (7 aprile 2022)
  • Francesco Partipilo, “Per una catastrofe ben temperata”, dialogo musicale con le sirene sotto il ponte Isabella + “Nare Nare”, Canzone armena per le madri (Torino, marzo 2022)
  • Faust, Mamie Is Blue + Picnic On A Frozen River (So Far, 1972)
  • Faust, Picnic on a Frozen River, Deuxieme Tableaux (Faust IV, 1973)

Episodio 3.26

Episodio 3.26

Giunta a questo punto del racconto, Celine Lafontaine analizza l’influenza del sistemismo sulla sociologia partendo da una figura cardine della vita intellettuale americana della seconda metà del ’900, Talcott Parsons, che già si era interessato all’omeostatica e all’equilibrio dei sistemi sociali negli anni ’30 e che, anche se non partecipò personalmente alle Conferenze Macy, seguì gli sviluppi delle discussioni che vi si tenevano e accolse la nascita della cibernetica come il compimento dell’avvicinamento tra scienze fisiche e sociali. Chiamato a partecipare alla creazione del Dipartimento di scienze sociali ad Harvard, ne diverrà ben presto direttore nel 1956. Ferocemente anti marxista in tempi di forte maccartismo, collaborò con il Russian Research Center, che forniva informazioni all’FBI, e il suo conservatorismo politico si rispecchia nell’importanza accordata dalla sua teoria sociologica all’equilibrio sistemico.

Agli inizi degli anni ’50, dunque, Parsons prese una svolta decisamente “biocibernetica” definendo l’azione umana in termini di interdipendenza sistemica; sebbene il suo approccio sia generalmente definito come “strutturo-funzionalismo” non bisogna scordare il ruolo cardine del sistema nel suo modello di azione sociale. Secondo lui il sistema di azione implica una struttura organizzativa che garantisca il compimento di quelle funzioni che le permettono di mantenersi e riprodursi. Le funzioni principali che identifica sono quattro – adattamento, perseguimento di obiettivi, integrazione e latenza, che non fanno che confermare la centralità della nozione di equilibrio – a cui corrispondono altrettanti sotto-sistemi: culturale, sociale, psichico e biologico.

Seguendo l’ottica cibernetica Parsons considera il sistema di azione, così come qualunque sistema attivo sia esso vivente o no, come il luogo di un’incessante circolazione di energia e informazioni, dove l’apporto fornito da ciascun sotto-sistema varia in termini di energia e informazione secondo un principio gerarchico di controllo e regolazione. Che a sua volta implica una scala di controllo che va dal sistema culturale a quello sociale, passando per lo psichismo e includendo infine il sistema biologico, più ricco di energia che di informazioni. La circolazione costante di questi due elementi fondamentali (energia biologica, vista come una sorta di “infrastruttura”, e informazione che corrisponde alla “sovrastruttura”) sta alla base dell’azione sociale; la personalità, il sistema psichico, occupa uno spazio centrale in questo modello in quanto permette di coniugare i fattori del condizionamento da parte dell’ambito psicobiologico con quelli dell’universo socioculturale.

Dal momento che l’obiettivo di ogni sistema è di svilupparsi in funzione di un adattamento al proprio ambiente, Parsons colloca l’apprendimento alla base del sistema sociale, unendosi così alla tradizione americana secondo cui l’individuo è completamente socializzato. Come nota Guy Rocher, nella sua teoria la personalità «in pratica è priva di istinti, che sono accantonati a vantaggio dell’interazione tra valori culturali e norme sociali» e dunque tende a presentarne «un’immagine fortemente socializzata.» (Talcott Parsons et la sociologie américaine, 1972, p. 148)

 

 

Sommario 3.26

  • Introduzione
  • Shangai in Lockdown – Cane robot / Voci, grida e telefonate da Shangai / Racconto di un italiano (aprile 2022)
  • METALLICA: L’Embrione Al Centro Della Terra; ovvero, fare le cose più in fretta della Natura (Mircea Eliade, “Homo faber e homo religiosus”, in Spezzare il tetto della casa, 1986, p.250-251 / Avis de têmpetes n. 49, 15 gennaio 2022) – TESTO
  • VOTA FridaysForFuture
  • Max Horkheimer, Crepuscolo (1933)
  • Shangai in Lockdown – “Stiamo venendo a prenderti, preparati” / Racconto di un 2° italiano

 

Riferimenti 3.26

  • Moondog, Frog Bog (Moondog, 1956)
  • Moondog, Frost Flower (A New Sound Of An Old Instrument, 1979)
  • Moondog, Avenue Of The Americas (51st Street) (On The Streets of New York, 1953)
  • Temple Rat, Live Festival Out of Touch (marzo 2021)
  • Lustmord, Congregants Requests 3 (Rising, 2006)
  • Six Organs Of Admittance, Stone Finders Verse II (Dust & Chimes, 2000)
  • Jefre Cantu-Ledesma, The Iron Age (Musique Pour Statues Menhirs, 2008)
  • Kraftwerk, Metal On Metal (Trans-Europe Express, 1977)
  • Khôra, Natura Naturans (Silent Your Body Is Endless, 2010)
  • Circus Contraption, March In A Minor + Come To The Circus (Our Latest Catalogue, 2001)
  • Glenn Gould, Aria da Capo e Fine (Bach – Goldberg Variations, 1954)
  • Silvano Agosti, N. P. – Il segreto (1971)
  • Temple Rat, Live Festival Out of Touch (marzo 2021)

Episodio 3.25

Episodio 3.25

Avviso ai naufraghi e monito agli immemori…

Interrompiamo momentaneamente il flusso delle introduzioni per dare spazio alla pubblicazione del documento, firmato La Nave dei Folli e Prinz Eugenz, POTERE E CONTROPOTERE – NOI CONTRO OGNI FORMA DI DOMINIO

Potere e Contropotere – Manifesto PDF per stampa

Potere e Contropotere – Solo testo

 

 

Sommario 3.25

  • Introduzione
  • The Last Generation (of Homo Sapiens)
  • AVVISO AI NAUFRAGHI, MONITO AGLI IMMEMORI
  • “Ci stanno proprio dentro” – Messaggio in bottiglia pervenuto alla Nave dei Folli
  • POTERE e CONTROPOTERE: Noi contro ogni forma di dominio
  • VaSSaSSini (aggiornamento primavera 2022): Nessuna Correlazione, Documentario di Ilario Pedrini, 2022 / Eudravigilance, dati aggiornati danni da siero sperimentale covid 19 / Il filo di Arianna, gruppo Telegram per la segnalazione dei danni da siero sperimentale covid / Euromomo.eu: dati sulla mortalità in Europa / Testimonianza di Steve Kirsch al senato degli Stati Uniti.
  • HARARI: Una delle ultime generazioni di homo sapiens
  • TATUAGGI ELETTRONICI: Bill Gates e Chaotic Moon (SOLE TV)

 

Riferimenti 3.25

  • Dietrich Schoenemann / Abe Duque, Tree Grog + Loop 8 (Facil, 1995)
  • NigNigNig, 3minutes V1 (Columbia traxxx)
  • Jorge Reyes, The Flight Of The Bird Children + The Nine Directions (Prehispanic, 1990)
  • I.A.O. Sabbao Winter Songs, Atomic Bomb (Satan P.Orridge Mix)
  • NigNigNig,  Arx (Asphalto)
  • Fanfara Tirana, Cokollata remix (feat. Nevenko Bucan) + Te lutem mu pergjigj (Balkan Fever, 2008)
  • Dust In Face, Vaccino (Goaland 2008)
  • Ambassador 21, Vaccine For Life (A21 VS The World, 2002)
  • Vaccine, Side Effects (2007)
  • Vaccine, Anaesthetic (2007)
  • Fabio Lucentini, Un malore all’improvviso (2022)
  • Effetti laterali: Carosello, Pubblicità vaccini di Bill Gates, Anthony Fauci & Co, Presentatrice RAI, Pubblicità Garnier, Carmelo Bene, Ministro sinistro Draghi
  • SPOT “3”, con Giulio Andreotti, Valeria Marini e Claudio Amendola
  • Majin Rap HC, BilderBerG (2013)

Episodio 3.24

Episodio 3.24

Henri Atlan non condivide l’ottimismo con cui si credeva di aver risolto molti dubbi sul funzionamento della vita grazie alla scoperta del “programma” genetico; questa metafora aveva già dimostrato i sui limiti perché «si tratta in realtà di un programma che ha bisogno dei prodotti della sua lettura e della sua esecuzione (le proteine enzimatiche che regolano la trascrizione e la traduzione del DNA) per essere letto ed eseguito.» Dato che non si conosce la presenza di tali programmi nelle macchine artificiali, e tenendo conto del fatto che la comparsa delle manipolazioni genetiche ha reso il concetto ancora più ambiguo, allora l’analogia di un programma come sequenza di istruzioni conduce all’idea che «una cellula è globalmente il proprio programma, che si costruisce dunque mano a mano che la macchina funziona, come un calcolatore che si costruisca da solo.»

Infatti, se il concetto di sistema auto-organizzato è nato come modo di concepire gli organismi viventi sotto forma di macchine cibernetiche con particolari proprietà (Atlan infatti adopera la teoria di Shannon dell’informazione a partire dal rumore per spiegare come il caso può contribuire a creare una complessità organizzativa invece che essere solo un fattore di disorganizzazione) questi principi cibernetici devono essere ancora scoperti e precisati.

«In quanto principi particolari, devono rendere conto del carattere proprio degli organismi viventi che mostrano tali prestazioni. Ma in quanto principi cibernetici vengono postulati in continuità con gli altri campi della cibernetica, i più conosciuti, quelli che si applicano agli automi artificiali. Le conseguenze di questo postulato sono duplici: a) la specificità degli organismi viventi è collegata a dei principi di organizzazione piuttosto che a proprietà vitali irriducibili; b) una volta scoperti questi principi, niente dovrebbe impedire di applicarli ad automi artificiali le cui prestazioni diventerebbero allora uguali a quelle degli organismi viventi. È in questa prospettiva che le ricerche formali sulla logica dei sistemi auto-organizzatori, che sono ipotetici nel senso che non ne è mai stato realizzato nessuno, eppure nello stesso tempo reali nel senso che la natura ne fornisce in abbondanza, possono suscitare interesse.»

Se tutto questo per Atlan equivale a porsi «la questione della logica di un’evoluzione con accrescimento di complessità sotto l’effetto di mutazioni casuali canalizzate dalla selezione naturale nonché quella della logica dello sviluppo epigenetico in cui un programma di sviluppo si costituisce a partire da un nucleo invariante, per mezzo di interazioni con stimoli non programmati – aleatori – dell’ambiente; e infine, quella dei meccanismi di apprendimento non programmato», in vista di una «nuova filosofia naturale che ne tenga conto» ai tempi già in via di elaborazione, purtroppo sappiamo che la natura dei suoi lavori nei decenni successivi ha condotto all’ectogenesi, cioè all’utero artificiale, dando un contributo fondamentale alla minaccia di estinzione del mammifero umano in vista di una sua sostituzione con un semi-automa artificiale, il cibernantropo tecnifero.

 

 

Sommario 3.24

 

Riferimenti 3.24

  • Pink Floyd, Atom Heart Mother Suite (Atom Hearth Mother, 1970)
  • Silvano Agosti, N. P. – Il segreto (1971)
  • BAM!, Vaccination (Revolution Parody)
  • Current 93, Panzer Rune (Swastikas For Noddy, 1988)
  • I Vianella, Cybernella (1981)
  • HARARI PLANETARY ASSAULT, Surveillance Going Under Our Skin (ShipOfFools Records, 2022) – SCARICA
  • Vadim Chaimovich, Beethoven – Piano Sonata n° 14 in Do diesis minore, Op. 27 N° 2 “Moonlight Sonata”: I. Adagio sostenuto
  • Luke Faulkner, Chopin – Notturno in Do diesis minore, Op. Post. B. 49
  • Luke Faulkner, Chopin – Notturno, Op. 9: N° 1 in Si bemolle minore, Larghetto
  • Vadim Chaimovich, Schubert – Ständchen (Serenata), S. 560, N° 7
  • Vadim Chaimovich, Lyadov – Three Morceaux, Op. 11: N° 1, Preludio in Si minore
  • Vadim Chaimovich, Bach/Siloti – Organo ben temperato, Libro I: Preludio in Mi minore, BWV 855a
  • Vadim Chaimovich, Handel – Suite N° 1 in Si bemolle maggiore, HWV 434: IV. Minuetto
  • Andrea Piccioni, In The Deep Of My Soul (My Roots, 2008)
  • Silvano Agosti, N. P. – Il segreto (1971)

Episodio 3.23

Episodio 3.23

Sempre in “Dogmi e scoperte nascosti nella nuova biologia” Atlan riparte dall’analisi critica di queste due tendenze opposte, meccanicismo e finalismo, già affrontata decenni prima da Henri Bergson, il quale la considerava una falsa disputa. Secondo il biologo francese, oggi potrebbe essere ripresa integralmente ed esser ancor meglio fondata sulle scoperte della biologia molecolare, permettendo di superare l’alternativa con una terza via che, sfortunatamente, Bergson poteva solo indicare attraverso un appello all’intuizione, quella di un tempo creatore insieme meccanicistico e finalistico, ma per il quale non disponeva di un linguaggio e di strumenti concettuali adeguati.

«Oggi questo linguaggio e questi strumenti sembrano esserci forniti dalla termodinamica dei sistemi aperti, dalla teoria dell’informazione, dalla cibernetica, e permettono una rilettura di L’evoluzione creatrice più ricca e più sorprendente. Se esistono delle questioni eterne, e se probabilmente è già stato detto tutto al loro riguardo, il modo di dirlo è la cosa più importante, e il rinnovamento dei termini di un problema equivale al rinnovamento del problema stesso.»

La questione dell’origine della vita è quella della comparsa del programma primo, cioè del primo DNA capace di riprodursi e di codificare la sintesi degli enzimi. Vediamo all’opera due approcci, tra chi, come Monod, considera la questione secondaria, in quanto evento lontano nel tempo, unico e non riproducibile, che per definizione sfugge al campo di applicazione della ricerca scientifica. E chi, come Prigogine, pensa che l’avvento del programma primo era obbligatorio e ineluttabile: l’origine della vita non sarebbe stato un accadimento unico estremamente improbabile, ma un evento che si sarebbe riprodotto ogni volta che le condizioni chimico-fisiche della terra primordiale fossero state realizzate (e l’eventuale scoperta di forme di vita in altri pianeti sarebbe un argomento a favore di questa idea).

La questione dell’evoluzione della specie si ripropone anch’essa in nuovi termini. Secondo Monod e Jacob, che portano avanti il neo-darwinismo e devono spiegare perché l’evoluzione sia andata in un senso e non in altri, ciò che viene “scelto” è tanto l’ambiente per l’organismo quanto l’organismo per l’ambiente. L’evoluzione diventa il risultato della retroazione esercitata dall’ambiente sulla riproduzione. La vecchia finalità in biologia disturbava, perché aveva sempre un sapore religioso: implicava, sempre tacitamente, una qualche provvidenza che diriga lo sviluppo di un embrione (addirittura l’evoluzione della specie, come per Teilhard de Chardin) verso il suo stadio finale. Al contrario la nuova finalità sarebbe accettabile perché scaturita non da un idealismo teologico ma da un neo-meccanicismo.

Ricorda Atlan che «la nozione stessa di macchina è cambiata ed è questo di cui spesso non abbiamo coscienza e le cui conseguenze filosofiche sono ignorate. Un tempo vi era opposizione tra macchina e sistema organizzato. Solo gli esseri viventi erano organizzati. (…) Per Maulpertuis (Essai sur les êtres organisés), per Kant, l’organizzazione era la caratteristica irriducibile della vita; a essa si opponeva la macchina, il cui modello era il pendolo, poi l’orologio, poi la macchina a vapore, dove era assente ogni organizzazione: al contrario degli esseri viventi non vi si trovava nessuna finalità guidata da processi di controllo. È la cibernetica, una trentina di anni fa, che ha rivoluzionato l’idea di macchina e quella di organizzazione. Le nozioni di controllo, di feedback, di trattamento di informazione quantificata applicate a delle macchine (servo-meccanismi, calcolatori, robots) hanno fatto apparire per la prima volta degli esseri fino ad allora inesistenti: delle macchine organizzate

Da questo momento l’applicazione dei concetti scaturiti dalla conoscenza di tali macchine agli esseri viventi descritti come “macchine naturali” non fu altro che una giusta riappropriazione; nozioni legate all’organizzazione furono applicate al mondo del vivente, da cui erano state tratte per ispirare la tecnologia delle nuove macchine artificiali. Ma nel frattempo queste nozioni avevano mutato completamente il proprio significato: l’organizzazione non è più il risultato di proprietà misteriose e incontrollabili legate all’esistenza stessa della vita, poiché se ne comprende la logica nel caso di quei nuovi sistemi che sono le macchine organizzate. Questo nuovo finalismo non si presenta, come il precedente, sotto forma di una presenza misteriosa e provvidenziale operante nella materia vivente per formarla e dirigerla verso le sue forme e le sue realizzazioni future. Si presenta sotto forma della sequenza degli stati attraverso cui passa una macchina organizzata quando realizza un programma.

 

 

 

Sommario 3.23

  • Introduzione
  • Pier Paolo Pasolini … è un po’ la fine del mondo
  • Extinction Rebellion in Taurinorum 1
  • THE DARK SIDE OF ECOLOGY: Viaggio alla scoperta del lato oscuro del pianeta Verde – La ribellione estinta – Seconda parte – TESTO
  • Extinction Rebellion in Taurinorum 2
  • Yuval Noah Harari, Post-Homo Inutilis (Uomini dietro le Macchine, WEF di Davos, 2020)
  • Spettri dal Futuro – 2a Parte – TESTO
  • Spettri dal presente… o della miseria dei nuovi “resistenti” (con citazioni tratte da: “Freedom Convoy: una corrispondenza dal Canada” di RadioCane / BlackIn, trasmissione di Blackout per la “razzializzazione” e la post-inquisizione)
  • Pier Paolo Pasolini … tutto il mio folle amore

 

Riferimenti 3.23

  • DJ Shadow, Fixed Income + Right Thing/GDMFSOB (The Private Press, 2002)
  • Yelawolf, Unnatural Born Killer (2019)
  • Jon Appleton & Don Cherry, BAO (Human Music, 1969/70)
  • Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp, A Take Away Show (2020)
  • Lou Reed, Stupid Man (The Bells, 1979) – TESTO
  • Nicolas Jaar, Specters Of The Future (Space Is Only Noise, 2010)
  • AFX, Neotekt72 (Orphaned Deejay Selek 2006-2008)
  • Heiko Laux, Sense Fiction Pt.2 (Sense Fiction, 2000)
  • Andy Stott, Up The Box (Luxury Problems, 2012)
  • Stormy Six, Stalingrado (Un biglietto del tram, 1975)
  • Friser, Italia bella (Il fiore meraviglioso vol. 8, 2014)
  • Bryson Gray (feat. Forgiato Blow), No Mask No Vax  ( Bold as a Lion: Season 1, 2021)
  • Domenico Modugno/Pier Paolo Pasolini, Cosa sono le nuvole (1968)

Episodio 3.22

Episodio 3.22

In “Dogmi e scoperte nascosti nella nuova biologia” (1975) Henri Atlan ci aiuta a tirare le somme della seconda cibernetica. Ribadendo quanto sia stata profondamente influenzata dalla biologia molecolare, riparte da Il caso e la necessità di Jacques Monod (1970) che considera fondamentale sia per la storia delle scienze ma anche a livello ideologico: «si trattava di regolare i conti con la pretesa del materialismo storico di fondare le verità scientifiche sulla linea della dialettica della natura di Engels. In effetti Monod era stato uno tra i rari biologi comunisti a rompere con il marxismo in occasione del caso Lysenko. Le sue scoperte avevano in seguito contributo a far trionfare la genetica mendeliana e a mostrare il ridicolo delle teorie scientifiche che traggono la loro autorità dalla loro conformità ad una qualsiasi ideologia, nella fattispecie al materialismo dialettico.»

La sua reale importanza però risiedeva altrove: provava a risolvere il dilemma della finalità in biologia. «Le particolari relazioni della biologia con il finalismo si trovano riassunte in una nota formula: “La teleologia – ragionamento per cause finali – è come una donna senza la quale il biologo non può vivere ma con la quale si vergogna di essere visto in pubblico” (Brücke, fisiologo tedesco, 1864). In effetti, che lo confessiamo o no, un implicito finalismo è presente nella maggioranza dei discorsi biologici. Questo stato di cose è imbarazzante dal punto di vista del metodo scientifico perché nega il principio di causalità, secondo il quale le cause di un fenomeno devono trovarsi prima e non dopo il suo verificarsi».

Ma essendo questo principio un fondamento del metodo scientifico, l’impossibilità di fare a meno del finalismo in biologia rappresentava un punto debole per questa scienza. Dunque Monod, dopo aver approfondito la questione e vedendo una soluzione nei meccanismi molecolari dell’ereditarietà, propone al posto di teleologia (o finalismo) il concetto di teleonomia, che Atlan così riassume: «un processo teleonomico non funziona in virtù di cause finali, anche quando così sembri, anche quando appaia orientato verso la realizzazione di forme che non compariranno che alla fine del processo. Ciò che lo determina, infatti, non sono tali forme come cause finali, ma la realizzazione di un programma, come in una macchina programmata, il cui funzionamento sembra orientato verso la realizzazione di uno stato futuro mentre è in effetti determinato in maniera causale dalla sequenza degli stati attraverso cui il programma prestabilito la fa passare.»

La sintesi delle proteine enzimatiche è una delle chiavi dell’espressione dei caratteri ereditari, e i meccanismi di tale sintesi – la cui scoperta deve molto a Monod, Jacob e ai loro allievi – evidenziano il cosiddetto “dogma centrale” della biologia molecolare: il DNA del genoma porta l’informazione specifica che è codificata sotto forma di sequenze di basi nucleotidiche; la sintesi delle proteine trasmette questa informazione e la traduce in sequenze di amminoacidi che specificano struttura e proprietà enzimatiche di tali proteine. Inoltre, cosa notevole della scoperta, il codice è lo stesso in tutti gli esseri viventi finora studiati, dal batterio all’elefante.

Il mistero della vita sembrava in parte risolto, almeno secondo alcuni biologi tra cui lo stesso Monod, giacché il DNA pareva funzionare come il programma di un calcolatore; eppure secondo Atlan la rivoluzione con cui la biologia molecolare ha trasformato il modo di intendere la vita deve tener conto di due aspetti. Da una parte si tratta indubbiamente di scoperte che sembrano dar ragione a una tendenza meccanicistica in biologia, secondo cui tutti i fenomeni della vita devono potersi spiegare in termini di reazioni chimico-fisiche. «Come corollario i tentativi di definizione formale della vita vengono rifiutati come problemi scolastici sorpassati da una biologia sperimentale che si vuole esclusivamente operativa. “Non si interroga più la vita nei laboratori; è agli algoritmi del mondo vivente che si interessa oggi la biologia”, ha detto François Jacob.» (La logica del vivente, 1970)

Ciò di cui non ha tenuto conto Monod, d’altro canto, è che nonostante i meccanismi fino a poco tempo fa misteriosi dell’ereditarietà si possano spiegare adesso in termini di interazioni molecolari, questi devono integrare nozioni cibernetiche quali codice, informazione e programma che applicate non a delle macchine artificiali bensì a dei sistemi chimico-fisici naturali, si collocano “tra la fisica e la biologia” (S. Papert), “al cardine tra il pensiero e la materia” (Costa de Beauregard).

 

 

Sommario 3.22

  • Introduzione
  • Scientist Rebellion / XR Ultima Generazione vs Cingolani
  • THE DARK SIDE OF ECOLOGY: Viaggio alla scoperta del lato oscuro del pianeta Verde – Prima parte: La ribellione estintaTESTO
  • Extinction Rebellion e Autonomia
  • Spettri dal Futuro – 1a Parte – TESTO
  • CyberBraidottella: Oh Dolly!

 

Riferimenti 3.22

  • Codona (Collin Walcott, Don Cherry, Naná Vasconcelos), Like That Of Sky (Codona Vol. 1, 1978)
  • Jon Appleton & Don Cherry, BAO (Human Music, 1969/70)
  • Sergio Endrigo, Ci vuole un fiore (1974)
  • CCC CNC NCN, I piedi ben saldi per terra e la testa alta tra le nuvole dell’utopia (Miniature Suite, 1985-2018)
  • Jeremy Steig, Testimonium (Lend Me Your Ears, 1978)
  • Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp, So Many Things (To Feel Guilty About) (Live, 2020)
  • Göksel Baktagir e Ceyhun Çelikten, Hayal Gibi (Enstrumental Türk Müziği, 1999)
  • Carlos Varela, Una palabra (Nubes, 2000) TESTO
  • Jon Appleton & Don Cherry, BAO (Human Music, 1969/70)
  • Woody Allen, Il dormiglione (1973)
  • Jon Appleton & Don Cherry, JON (Human Music, 1969/70)
  • Nicolas Jaar, Specters Of The Future (Space Is Only Noise, 2010)
  • Can, Flow Motion (Flow Motion, 1976)
  • I Vianella, Cybernella (1981)