Episodio 7.32

Brindisi alla memoria di Raoul Vaneigem (1934-2026)

La morte di chi ha vissuto desiderando senza fine è meno triste della sopravvivenza di chi si trascina dopo aver tumulato ogni desiderio affinato.

Chi ha conosciuto Raoul, infatti, seppur addolorato dalla sua scomparsa, è ancora colmo della gioia di aver scambiato sguardi, gesti e parole con un uomo la cui soggettività radicale ha operato affinché l’impulso ad avere, ad apparire, fosse sostituito dalla passione di essere, dal dono di amare e condividere senza contropartita né secondi fini.

Restio, se non fermamente contrario a vivere nei ricordi di un passato ormai remoto, quindi indisponibile a fregiarsi delle conquiste della teoria situazionista, a seppellire il momento vissuto nel revival di un mondo scomparso, Raoul ha continuato a portare avanti le sue analisi e le sue passioni nel presente. Né parole d’ordine né modelli, ma sussurri nelle orecchie complici, le idee espresse nei suoi libri sono modulazioni su un’aria barocca che ha continuato a intonare imperterrito fino alla fine dei suoi giorni.

Prima di restituire agli altri i frutti del suo pensiero, sottoforma di parole pacate, profferite senza mai alzare la voce né interrompere il flusso del discorso altrui, innanzitutto Raoul stava ad ascoltare. Dono raro, quasi in via d’estinzione in una società di esteti indaffarati ad autocompiacersi, a riversare sul prossimo l’ombra pestilenziale della propria apparenza mortifera, moltiplicata dai vari caleidoscopici apparecchi audiovisivi. Con grandi occhi chiari, teneri, vispi, lasciava sempre la precedenza a te che gli parlavi, attendendo senza fretta il momento conclusivo in cui, infine, replicava con un’umiltà difficile da trovare in chi ha lasciato tracce indelebili nella storia del pensiero rivoluzionario.

Una tensione, un’attitudine d’animo, che nella sua ultima opera, ancora inedita, ha spiegato con parole inequivocabili.

La soggettività radicale è il fronte comune dell’identità ritrovata. Quelli che sono incapaci di riconoscere la loro presenza negli altri si condannano ad essere sempre estranei a se stessi. (…) La conoscenza ha valore soltanto se sfocia sul riconoscimento del progetto comune, sul riflesso d’identità.

Sebbene alcuni giornali, quasi soltanto francesi, ne riportino la notizia, la morte di Vaneigem è un fatto che sfugge alle luci della ribalta, ai vaniloqui delle celebrità dell’intellighenzia o dei lacchè che strisciano nelle fogne della “cultura”. Nel regno della menzogna generalizzata, Raoul è sempre stato un fuggiasco, evitando metodicamente che le fauci del mostro spettacolare inghiottissero la sua immagine e con essa la sua essenza.

Sarebbe inopportuno da parte mia indignarmi del silenzio che circonda il mio pensiero e la radicalità del Maggio 1968, dal momento che rifiutando interviste, dibattiti pubblici, radio, televisione, sto attento a non fare alcuna concessione allo spettacolo.

Si potrebbe continuare a lungo, tesserne elogi, evidenziarne gli innumerevoli apporti alla teoria radicale… Ma è meglio fermarsi, tacere, lasciarsi cullare dai ricordi… e brindare alla vita. Alziamo dunque i calici!

Un abbraccio ai suoi cari, e in particolar modo a Eleni che l’ha amato e accompagnato nel suo ultimo, lungo tratto di strada.

Sono all’incrocio

di un destino in cui

la sopravvivenza scompare e

in cui la vita si ricrea.

Grazie di cuore, Raoul.

https://lanavedeifolli.noblogs.org/files/2026/08/LaNaveDeiFolli_07_32.mp3

Sommario 7.32

Riferimenti 7.32

  • René Binamé, La Vie s’écoule (Le Temps payé ne revient plus, 2007)
  • Bratsch, Bayat/Traditional Arrangement – Irinaki (The Diaspora of Rembetiko, 2004)
  • Los Amigos del Desvio, La vida pasa (2022)
  • Accademia farnese, di Giovanni Battista Vitali, Corrente – Andante + Prima Partita Op. 7 n° 1 + Passagallo n° 3, Op. 7 n° 8 (Balletti, ciaccone, capricci, passagalli, 1996)
  • Kosmose, The Second Untitled Track + The Third Untitled Track (Kosmic Music from the Black Country, 1973-78)
  • Fanchon Daemers, Le rameau de la liberté (di Raoul Vaneigem – Jean-Philippe Rameau) (2020)