Come spiega in un saggio del 1977, Jerome Liss pensa che la partecipazione a un gruppo sia una politica applicabile a tutte le situazioni umane, famiglia, educazione, condizioni di lavoro e tempo libero, e come in vista di una rivoluzione sociale questo tipo di politica possa rappresentare una valida alternativa al marxismo, che a tal scopo si è dimostrato «fondamentalmente inadeguato». Per regolare la vita in comune, la metodologia della partecipazione a un gruppo – gruppi di 8-15, massimo 25 persone, dove ognuno può esprimere le proprie potenzialità e unicità, specifica Liss – è la forma più avanzata e matura, anche se la più difficile, poiché richiede «il modo di funzionamento più attivo e del più alto livello da parte di ogni partecipante (…) Le funzioni direttive sono condivise, la discussione è aperta a tutti (…) la presa di decisioni è effettuata dalla totalità del gruppo, la decisione accettata è portata avanti da ogni partecipante, e i report di feedback permettono una rivalutazione in modo che si possano generare nuovi piani d’azione». (Jerome Liss, “The Politics of Group Participation and the New Social Revolution. Part I”, Self & Society. An International Journal for Humanistic Psychology, vol. 5, n. 3 marzo 1977)
Ma questa trasformazione dell’attitudine autoritaria non significa “cambiare tutto e subito” come vorrebbero i rivoluzionari radicali, poiché l’attuale struttura di potere autoritaria che domina anche all’interno dei gruppi più rivoluzionari si adatta alle necessità più profonde degli individui di sicurezza e di azione efficace. «Solo quando “l’educazione delle persone” può trasformarsi tanto profondamente e ampliarsi fino al punto in cui ognuno può svolgere il ruolo del leader e partecipare pienamente in piccoli gruppi autoregolati per realizzare l’efficienza del gruppo, non ci sarà più bisogno della gerarchia autoritaria». (Ibid.)
Liss accenna a una forma di analisi storica e sociale relativamente nuova, sebbene abbia antecedenti quali Psicologia di massa del fascismo di Reich, quella di “scendere nei dettagli della situazione familiare”, tendenza che all’epoca era incarnata in una rivista appena nata. Secondo il suo editore, Lloyd De Mause, la storia si è concentrata sui grandi eventi, su fantastici castelli e magnifiche battaglie, «ma generalmente ha ignorato ciò che accade nelle case attorno ai cortili», mentre gli psicostorici si chiedono in che modo ogni generazione di genitori e figli crea quel che più tardi sarà messo in pratica nell’arena della vita pubblica. (Lloyd De Mause, “The Evolution of Childhood”, in History of Childhood Quarterly, The Journal of Psychohistory, vol. X, n. 4) Dopo aver fatto un esempio tratto dalla vita quotidiana di una madre alle prese con i suoi due figli che litigano per un gioco, Liss prova a rispondere ad alcune obiezioni, la prima delle quali è se la partecipazione a un gruppo non vada oltre le capacità dei singoli, aggiungendo che la maggior parte della gente non vuole assumersi questa responsabilità. La risposta è quantomai difficile: dal momento che «siamo stati tutti cresciuti in una forma autoritaria di società, in cui la pianificazione, la presa di decisioni, la valutazione e la discussione, e spesso l’esecuzione di decisioni importanti sono tutte lasciate “al leader” (padrone, presidente, giudice, padre eccetera) non abbiamo ancora sviluppato quelle capacità necessarie a sostituire questo sistema con gruppi autonomi in cui “ognuno partecipa”». (Jerome Liss, “The Politics of Group Participation and the New Social Revolution. Part I”, op. cit.)
Sommario 7.30
- Introduzione con Michael Hayden, ex direttore NSA e CIA (2014)
- Telecamere a Genova
- IOA – Spot 58 – La maggioranza silenziosa
- NdF – Il fantasma di Foucault resuscitato dall’Intelligenza Artificiale e da altri fantomatici antagonisti – TESTO
- Datacenter in Lombardia
- La pallina nera: micro-robot medico dentro il corpo
- IOA – Spot 59 – Lo scarafaggio
- NdF – BELLA MIAO – Una mattina mi son svegliato e ho trovato il traduttor – TESTO (Con gli spot dei collari-traduttori-GPS “PettiChat” e “Mibuddy”)
Riferimenti 7.30
- Baba Yaga, Moksha (Collage, 1974)
- The Crooked Fiddle Band, The Rom Rebellion (Rise, 2008)
- Orkestar Dejana Petrovica, Svadbeni Venac (Ruza vetrova, 2013)
- Altavoz, Holothurias + Crepidula Fornicata (Le Bal des crépidules, 2019)
- Zamurah, Broken Glass (Cybernetic Shamanism, 2016)
- Lancelot Layne, Carnival Drum Song (DrumTalk Remix) (2012)
- Franco Battiato, Il mondo va così (1967)
- Circus Band, Entry of the Gladiators (The Rolling Stones Rock and Roll Circus, 1968)
- Pete Namlook & Burhan Öçal, Bir Çalgiyim Gögsüne Yaslanmis – Part I, II, IV e VII (Sultan Osman, 1998)

