Episodio 4.17

Episodio 4.17

Il viaggio filosofico-sociologico di Lafontaine è approdato su sponde a noi molto vicine, perciò ci soffermiamo sull’apporto dato da Gianni Vattimo, professore di filosofia a Torino e caposcuola del pensiero debole, al dibattito attorno al binomio moderno/postmoderno e in particolare sulla sua opera La società trasparente, dove tra l’altro si possono rintracciare alcuni capisaldi delle odierne posizioni politiche assunte tanto dai movimenti che si vorrebbero contestatari quanto dai vertici dei partiti progressisti.

Postmodernità secondo lui significa innanzitutto che viviamo in una «società della comunicazione generalizzata, la società dei mass media», (p. 7) che si caratterizza per il superamento di idee assolute e totalitarie tipiche della modernità, ad esempio il pensare «l’essere come fondamento, e la realtà come sistema razionale di cause ed effetti»; e oggi è venuto meno questo senso della realtà, che era «solo un modo di estendere a tutto l’essere il modello dell’oggettività “scientifica”, della mentalità che, per poter dominare e organizzare rigorosamente tutte le cose, le deve ridurre al livello di pure presenze misurabili, manipolabili, sostituibili – alla fine riducendo a questo livello anche l’uomo stesso, la sua interiorità, la sua storicità.» (p. 16) Questa perdita produce come effetto liberatorio, emancipatore, lo «spaesamento, che è anche, e nello stesso tempo, liberazione delle differenze, degli elementi locali, di ciò che potremmo chiamare, complessivamente, il dialetto.» (pp. 16-17)

Si torna alla favola o affabulazione della fine delle grandi Narrazioni già anticipata da Lyotard, a favore delle storie, personali o di gruppo, di chi è rimasto ai margini della storia, le minoranze qui paragonate al dialetto: per Vattimo «vivere in questo mondo molteplice significa fare esperienza delle libertà come oscillazione continua tra appartenenza e spaesamento.» (p. 17) Questo è uno dei punti centrali di tutta l’ideologia postmoderna: dipende, a seconda delle convenienze, da come si legge e interpreta la realtà e la si può piegare ai propri voleri. L’oggettività scientifica è deprecabile ma è fondamentale affidarsi alla tecnologia; il mondo massmediatico potrebbe aprire la porta alla tirannide ma ci permette una «chance di un nuovo modo di essere (forse: finalmente) umani.» (p. 20)

Vattimo sottolinea come le scienze naturali e le tecnologie siano oggi indirizzate soprattutto in due modi: «a) il “senso” in cui si muove la tecnologia non è tanto il dominio macchinico della natura, ma lo sviluppo specifico dell’informazione e della costruzione del mondo come “immagine”; b) questa società in cui la tecnologia ha il suo culmine nella “informazione” è anche, essenzialmente, la società delle scienze umane» (pp. 26-27) Di qui la centralità delle «tecnologie informatiche, che sono come “l’organo degli organi”, il luogo in cui il sistema tecnologico ha il suo “pilota” o ciberneta, la sua direzione, anche intesa come tendenziale direzione di sviluppo.» (p. 27)

L’abbaglio consiste nel vedere come potenzialmente liberatorio e anti-totalitario questo sviluppo cibernetico che favorirebbe le minoranze, le narrazioni altre, la sinistra, i deboli, a svantaggio di un potere centralizzato, retrogrado e scientista, che starebbe arretrando di fronte a questa ondata innovatrice. E ignorare quanto questa marea informatica stia al contrario dotando il totalitarismo di nuove armi, sempre più raffinate, e di come si collochi, dialetticamente, in entrambi i poli politici.

Invece secondo Vattimo la «diffusa sfiducia nella cultura scientifico-tecnologica occidentale, considerata come modo di vita che viola e distrugge l’autentico rapporto dell’uomo con se stesso e con la natura» dà vita a quello che definisce arcaismo o atteggiamento apocalittico che, quando non diventa programma di restaurazione della cultura tradizionale e dunque una posizione politica di destra, «può dar luogo, ed è il caso di molta cultura liberal europea recente, a puri atteggiamenti di critica “utopica” della civiltà scientifico-tecnologica e del capitalismo.» (Gianni Vattimo, La società trasparente, Garzanti, Milano 1989 / 2° edizione 2000, pp. 46 e 49).

 

 

Sommario 4.17

 

Riferimenti 4.17

  • Les Chevals, Valse Macabre + Chewalkyries + Playtime (KõnKman, 2007)
  • 4th Sign of the Apocalypse, Bleeding (Lost Hour World, 1998)
  • Moody Blues, The Day Begins + Dawn: Dawn is a Feeling + The Morning: Another Morning + Lunch Break + The Afternoon + Evening + The Night (Days of Future Passed, 1967)
  • Dedy Dread, Go Miller (2014)
  • Louie Ramirez, The Oracle (Louie´s Grooves, 2005)
  • Current 93, The Burial of the Sardine [Nurse With Wound] + Lashtal (Nature Unveiled, 1984)
  • Delerium, Monuments Of Deceit + Certain Trust (Faces, Forms and Illusions, 1989)
  • Skdron, Ganjah (No More Sexism, Male Tape, Gay Side, 1997)