Se gli Stati Uniti sono indubbiamente il luogo dove sono nate, hanno radicato e proliferato le applicazioni sociali e psicologiche della cibernetica, anche in Europa sono sorte teorie e pratiche legate al lavoro di gruppo e influenzate dalla nuova disciplina. È il caso del modello Metaplan, marchio registrato, creato nel 1972 dai fratelli Schnelle come strumento di moderazione delle riunioni: basandosi principalmente su una strategia e su tecniche di visualizzazione rivoluzionarie per l’epoca, formalizzano il ruolo di moderatore con l’obiettivo di migliorare i processi di apprendimento e di risoluzione dei problemi all’interno del gruppo. Per comprendere la natura di questo modello è utile fare un breve resoconto del lavoro di Eberhard e Wolfgang Schnelle, che fin da giovani avevano lavorato nella ditta paterna di arredamento per ufficio: tuttavia la loro esperienza sotto il regime nazista li porta alla convinzione che la gerarchia rende impossibile la critica e immunizza chi detiene l’autorità, spingendoli a creare qualcosa di più funzionale, sia in termini di organizzazione dei rapporti tra i membri di un gruppo sia di gestione dello spazio.
Eberhard, nato nel 1921, e Wolfgang, classe 1930, entrambi originari di Danzica allora sotto il controllo tedesco, nel dopoguerra lavorarono con il padre ma in seguito si spostarono in un’altra azienda ad Amburgo, sempre nel campo delle forniture per ufficio. Nel corso degli anni i fratelli Schnelle maturano la convinzione che i mobili per ufficio, gli spazi di lavoro e i processi lavorativi debbano essere progettati insieme, al fine di migliorare l’organizzazione aziendale e l’ambiente di lavoro. Giungono così all’idea, presentata al pubblico circa nel 1958, di Bürolandschaften, ovvero “ambiente (o paesaggio) d’ufficio”: al posto della distribuzione ripetitiva delle scrivanie in piccoli ambienti chiusi propongono un vasto open space, dove tavoli e sedie sono posizionati in modo apparentemente caotico e casuale, e in cui si inseriscono arredi e piante. L’idea che sta alla base di questa nuova concezione del design, sviluppata dalla collaborazione di un team di architetti, designers e informatici, è definita Organisationskybernetik, cibernetica dell’organizzazione, riprendendo il concetto di cybernetics of organization coniato da Stafford Beer, secondo il quale la cibernetica rappresenta il mezzo migliore per l’organizzazione, dalla pianificazione alla messa in atto – come dimostrerà con l’ideazione del programma cybersyn, un metodo di governo basato sulla pianificazione adoperando dati che affluiscono in tempo reale a un computer centrale, applicato su vasta scala ma per breve tempo nei primi anni Settanta nel Cile di Allende.
Nel caso dei fratelli Schnelle e del loro team, inizialmente si tratta di organizzare lo spazio degli uffici per ottenere un duplice risultato: creare un ambiente lavorativo come strumento flessibile e adattabile sia alle esigenze dell’azienda multinazionale committente, sia ai nuovi bisogni legati alla gestione delle informazioni; e concepire questo luogo come spazio vitale, in cui i lavoratori cognitivi possano passare il tempo discutendo fra loro, più che stando seduti dietro alle scrivanie, data l’incipiente automazione delle attività lavorative (sogno che ancora non si è realizzato, vista la quantità di tempo che i lavoratori d’ufficio passano incollati ai loro terminali). Inoltre, il modello cibernetico di controllo adoperato nel metodo-design non può essere ridotto a un potere centrale, foss’anche un supervisore, dal momento che ogni singolo processo decisionale è diffuso all’interno di una rete. In altri termini, in questa organizzazione ogni funzione non è rappresentata da un lavoratore soltanto, ma da un team di “esperti” e dai loro automi. Il Quickborner Team riorganizza l’antica catena di comando gerarchica in una rete, un network, dove il potere decisionale, che comunque rimane saldamente nelle mani dei superiori, non è più facilmente riconoscibile né individuabile. «In quanto impresa composta da soggetti interconnessi e interdipendenti che agiscono in modo autonomo, l’organizzazione si evolve in una rete altamente flessibile ed efficiente, capace di allinearsi costantemente a nuovi obiettivi. Pertanto, il team di pianificazione ha promosso una tendenza diffusa volta a plasmare la società nel suo complesso e a funzionare in modo diverso rispetto ai suoi predecessori: un processo decisionale non gerarchico e basato sul consenso, il lavoro in team di specialisti, cicli di feedback costruttivo e la valorizzazione di tutte le donne e gli uomini che lavorano all’interno dell’organizzazione.» (Andreas Rumpfhuber, “Cybernetics of Organization: Bürolandschaft”, Expanded Design 2010-14 – https://www.ex-d.net/work/research/architektur-der-organisationskybernetik)
Il Bürolandschaft è progettato come piano astratto e orizzontale, il più vasto possibile e privo di barriere divisorie, regolato da climatizzatori artificiali e dotato di un particolare design acustico e dell’illuminazione; gli elementi al suo interno sono quasi tutti movibili – tavoli, sedie, pannelli divisori degli spazi e piante – e anche il personale e le macchine sono ordinati come costellazioni diffuse. «Un elenco di requisiti specifici controlla la disposizione e la configurazione visivamente libera dello spazio interno. Gli arredi sono disposti in base ai gruppi di lavoro e sono collocati nello spazio ispirandosi alla teoria degli insiemi. I percorsi di ingresso e di circolazione sono segnalati da piante e non attraversano mai un’unità lavorativa. Particolare enfasi è posta sulle condizioni di lavoro “intime” di ogni singola postazione, attraverso l’illuminazione, l’orientamento di ogni singolo tavolo, ecc.» (Ibid) Nelle parole di Eberhard e Wolfgang Schnelle questa libera disposizione dello spazio di lavoro ricorda un «paesaggio caotico e vasto di luoghi soggettivi», e così descrivono il primo Bürolandschaft da loro progettato nel 1960-61: «Il design degli arredi crea un effetto di trasparenza e ampiezza. Il ritmo irregolare della disposizione e la sua cromaticità strutturano la percezione dello spazio: viene percepito soltanto ciò che è vicino, in modo che ogni postazione di lavoro diventi un luogo soggettivo che crea intimità. I divisori mobili e le piante offrono anche una protezione visiva, delimitando i percorsi di circolazione e le aree di lavoro di gruppo.» (Brochure Beschreibung der Bürolandschaft des Hauses Bertelsmann in der Firma Kommisionshaus Buch und Ton, archivio del Quickborner Team)
Altra caratteristica cibernetica che traspare nel design degli ambienti d’ufficio, è quella di far convergere due movimenti in apparenza opposti, ovvero uno stile di vita meno soggetto a regolamenti con un tipo di organizzazione altamente gestita. «L’obiettivo del progetto era che ogni singolo lavoratore, all’interno dello spazio amministrativo ciberneticamente ottimizzato, si percepisse non come parte di un “gregge ammassato” (Marx, Il Capitale, Vol. 1), ma come un soggetto autonomo, in condizioni di parità con tutti gli altri. Si tratta di un soggetto lavoratore che ha bisogno di trovarsi in un ambiente familiare, allo stesso livello gerarchico e in prossimità spaziale con il capo. Sebbene l’ambiente d’ufficio appaia caotico e irregolare, al suo interno vige un ordine rigoroso, meticoloso, quasi totalitario. Un ordine che vincola l’individuo, concettualmente autonomo ma interconnesso e quindi interdipendente, attraverso protocolli e procedure di lavoro rigidi e razionali.» (Andreas Rumpfhuber, “Cybernetics of Organization: Bürolandschaft”)
Sommario 7.21
- Introduzione con Larry Ellison di Oracle
- IOA – Spot 40 – L’informatica
- Manifesto anti-IA e molotov: ecco perché volevano colpire il CEO di OpenAI (https://tech.everyeye.it/14/04/2026)
- IOA – Spot 41 – Nella folla
- Guy Debord, Pianeta malato (estratti) 1971
- Pillole di agritech: collari per bovini controllati da remoto sostituiscono le recinzioni elettriche (Spot Halter 2026 + Presentazione Halter 2026 + Progetto VISTOCK (VIrtual Fencing for precision liveSTOCK) con Camilla Dibari del DAGRI – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze, 2020 + Testare le recinzioni virtuali con le vacche da latte, Agriscope, Svizzera 2024)
Riferimenti 7.21
- Golem, Orion Awakes + Godhead Dance (Signal – Noise – Rebirth) + Stellar Launch (Orion Awakes, 1972-73)
- Humanwine, Dance of the Veil Nil + When They Come in the Middle of the Night (Mass Exodus, 2009)
- Robin Rimbaud, Rosa Rugosa (The Garden Is Full of Metal (Homage to Derek Jarman), 1997)
- Oliver Stone, W (2008)
- Colosseum, The Machine Demands A Sacrifice (The Grass Is Greener, 1970)
- Jill Tracy, Conjuring #5 + (Variations On) Paint It Black + Conjuring #6 (Quintessentially Unreal, 1995)
- JâK Tv, Funny Cow Dance (2024)
- Carolina Benvenga, Mucca Dance (2026)
- Dana Lyons, Cows With Guns (Cows With Guns, 1996)

